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“C’è una talpa di CasaPound in Campidoglio”. Ormai fuori dalle periferie, la sinistra grida al complotto

by Davide Di Stefano
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Roma, 10 apr – La sinistra non ha più alcun radicamento politico nelle periferie. Rispetto a questo dato, l’autocritica dei “compagni” fornisce due possibili risposte: 1) Quelli che abitano in periferia sono brutti, sporchi, cattivi e razzisti. A questa gente non possiamo  certo dare rappresentanza, meglio indagarli per odio razziale. 2) E’ un complotto di CasaPound. Questa seconda ipotesi viene sposata in pieno dal Fatto Quotidiano (rilanciato poi da Huffington Post e compagnia), che in un articolo di oggi motiva il costante e veloce intervento di CasaPound nelle proteste delle periferie romane con la presenza di una presunta “talpa” in Campidoglio. 

L’articolo del Fatto Quotidiano

Stando alla ricostruzione di Vincenzo Bisbiglia, un dipendente dell’Ufficio assegnazioni del Comune di Roma spiffererebbe i movimenti sulle case popolari a CasaPound. Segnalazioni che permetterebbero ai militanti della tartaruga frecciata di organizzare blitz lampo nei vari quartieri, impedendo così a rom e stranieri di entrare negli alloggi popolari. Le fonti citate dal giornalista del Fatto Quotidiano sono l’Unione Inquilini e Asia Cub, sindacati di riferimento dell’estrema sinistra. Poi Bisbiglia parla di presunte indagini della Digos che avrebbero già ristretto il campo a una decina di sospettati. Tutto molto fumoso. Tanto che nell’articolo si parla di una “convinzione” che sarebbe maturata dopo i fatti di Casal Bruciato.

L’ennesima fake news?

Bisbiglia non ha nulla in mano, per questo dopo le poche righe in cui lancia queste accuse con fonti dubbie e nessuna prova in mano, inizia a fare un elenco delle proteste nelle periferie, per poi iniziare a parlare delle frasi di Di Maio e delle tempistiche per l’eventuale sgombero dello stabile denominato “CasaPound” in via Napoleone III. Con buona probabilità la storia della talpa in Campidoglio si rivelerà solo l’ennesima fake news di cui ci dimenticheremo presto. La realtà è un’altra storia, il radicamento di CasaPound nelle periferie e nelle fasce più popolari è un dato di fatto, consolidato da una presenza costante più che decennale. Provare a darsi una risposta puntando al “complotto” è solo l’ennesima fuga dalla realtà di uno schieramento politico e culturale che non sa più dialogare con il popolo.

Davide Di Stefano

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1 commento

Manuel 10 Aprile 2019 - 1:46

I poveri cerebrolesi di sinistra non sanno più che pesci pigliare, e nemmeno a quale santo aggrapparsi. È giunto il momento del cambiamento. Avanti casapound !!!

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