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Roma, 20 nov – Carlo Tavecchio si è dimesso da presidente della Figc. Un’uscita di scena che in molti si aspettavano in seguito alla mancata qualificazione della nazionale italiana ai prossimi mondiali di calcio. Il tanto chiacchierato e quasi sempre criticato presidente della Figc non ha lasciato però la poltrona in punta di piedi, anzi. Ha voluto al contrario accusare senza mezzi termini coloro che a suo dire gli hanno “voltato le spalle” parlando di “sciacallaggio e speculazione politica ormai arrivata al limite”.



Nessun altro si è al momento dimesso dal Consiglio federale e questo per Tavecchio suona come una sorta di tradimento, come se l’intenzione generale fosse semplicemente quella di trovare il capro espiatorio più scontato. “Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni di voi”, ha detto l’ormai ex Presidente Figc rivolto ai consiglieri. A spiegare lo scenario che si apre adesso in Federazione è stato invece Giuseppe Gravina, presidente della Lega Pro, dopo aver appreso delle dimissioni del numero uno della Federcalcio: “Il Consiglio federale resta in carica, Tavecchio si occuperà della gestione ordinaria fino a nuove elezioni che dovranno essere indette entro 90 giorni”. Gravina ha poi precisato che il “commissario non e’ previsto, serve invece un progetto rivoluzionario e innovativo”.

Tavecchio, in conferenza stampa, ha poi rilasciato altre dichiarazioni al fulmicotone: “Ho cambiato gli equilibri europei e ho portato la Var, prima di me solo Biscardi. Pago per Ventura che non ho scelto io“. Un congedo da Presidente Figc in cui non ha voluto risparmiare proprio nessuno: “Ho rassegnato le dimissioni e per mero atto politico le ho chieste al Consiglio federale, ma nessuno le ha rassegnate – ha detto Tavecchio – siamo di fronte ad un sistema sportivo che si permette di prendere decisioni gravi quando il soggetto più importante che è il fornitore del sistema Italia è assente, la Serie A e la Serie B non ci sono”.

Alessandro Della Guglia

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