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david.neroFirenze, 18 lug – Il David di Michelangelo è uno dei monumenti più rappresentativi del Rinascimento e dell’arte italiana. Un miracolo ricavato da Buonarroti da un blocco di marmo di Carrara ribelle, che Agostino di Duccio prima e Antonio Rossellino poi non erano riusciti a educare. Michelangelo invece giunse a liberare il blocco, facendogli partorire la sua creatura di marmo. La tecnica di realizzazione è sublime e crea un nuovo canone di bellezza. Il simbolo è potente e capace di irradiare metafore eterne. La sfida di Davide contro Golia, del piccolo contro il gigante, del più debole contro il più forte, insegna come non esista una battaglia impossibile e un nemico invincibile. Le sorti vengono decise dal gesto di un singolo uomo, che assume su di sé la responsabilità del momento storico e diventa eroe grazie al proprio coraggio. Il fanciullo affronta il nemico mostruoso e apre la via, spezza la paura, diventa un esempio da seguire: se il fanciullo ha potuto, tutti possiamo. Tutti dobbiamo tentare. Michelangelo riesce a rendere ancora più forte il simbolo scegliendo di rappresentare Davide prima della battaglia, e non dopo. Quello che vediamo non è il cliché dell’eroe che espone il suo trofeo, la testa di Golia, ma il momento in cui l’uomo si prepara a diventare mito. Nudo davanti al pericolo e alla sfida, Davide è reso nell’ultimo momento di quiete prima della tempesta. Il marmo è scosso dall’energia che percorre le membra colossali, e arriva ad addensarsi nello sguardo, che ha inquadrato il bersaglio, che ha già visto dove colpirà e con quel punto ha stabilito un legame magnetico.

Il David di Michelangelo potrebbe essere quindi un simbolo perfetto anche per l’attualità europea, per la sfida che il terrorismo islamico ha lanciato al mondo occidentale senza distinzioni. Potrebbe essere l’icona di un manifesto di reazione agli attacchi di un Golia codardo, che non cerca il confronto con il campione dell’avversario, ma colpisce i più deboli, i più semplici, ragazzi ad un concerto, famiglie nel giorno di festa, bambini. L’Europa si trova proprio nel momento in cui deve guardare in faccia il nemico, con un sasso in mano, lo sguardo puntato sul punto debole, fermando il tempo per poi scatenare la tempesta. Invece succede che a Firenze quel simbolo decidono di abbatterlo, sotterrando anche la possibilità di riscossa di un popolo ormai imbelle, che bruca pacifismo e gessetti colorati. In occasione della settimana Michelangiolesca, infatti, l’evento clou è rappresentato dal David in lutto, una copia di marmo tinto di nero dell’opera di Michelangelo, distesa in terra in Piazza della Repubblica. Invece di fare quadrato intorno all’eroe quindi, si è optato per crearne un negativo, un re nero da contrapporre a quello bianco e a cui dare scacco, abbattendolo.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, presentando l’opera ha detto: “Vogliamo dare un messaggio di libertà, fratellanza e dolore. Siamo abituati a concepire il David come ‘Gigante’ maestoso ma l’abbiamo voluto riproporre disteso, nero, simbolo del dolore di cui tutta l’umanità è oggi attraversata. Noi vogliamo reagire alla malvagità, non rinchiuderci nelle mura di casa, e siamo consci della forza della nostra cultura e della nostra libertà”. E della nostra sterilità, verrebbe da aggiungere. Prima ancora che arrivi l’Isis a farlo, siamo noi a tirare giù i nostri monumenti, ad abbattere i nostri simboli, a spezzare la nostra spina dorsale in nome di una indistinta “pace nel mondo”, meno originali di una partecipante a Miss Italia. C’è solo da lanciare un appello per considerare il David nero per ciò che è: un impostore, il negativo del David di Michelangelo, il suo opposto, il simbolo dell’anti-eroe nemico del coraggio, l’emblema di un’Europa vile e vigliacca che, non riuscendo più nemmeno ad essere il nano sulle spalle dei giganti del passato, li abbatte del tutto.

Simone Pellico

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4 Commenti

  1. “Invece di fare quadrato intorno all’eroe quindi, si è optato per crearne un negativo, un re nero da contrapporre a quello bianco e a cui dare scacco, abbattendolo.”

    Bella immagine, bravo!

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