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stybar1Pomarance, 10 mar – La prima portata dell’anno del ciclismo mondiale targata Tirreno-Adriatico ci ha deliziato con l’assolo nella seconda tappa della competizione di Zdenek Stybar – portacolori della Etixx-Quick Step – che sul traguardo di Pomarance, dopo 207 chilometri di tappa, regola il gruppo con uno scatto ai -2,8 km dalla linea del traguardo. Sull’arrivo precede Peter Sagan e Edvald Boasson Hagen, mentre un già in palla Vincenzo Nibali sotto la flamme rouge ha provato a portarsi sul ceco mostrando una gamba smagliante. La maglia azzurra di leader è sulle spalle dello stesso Stybar che precede in classifica l’accoppiata BMC Van Avermaet e Van Garderen con 9″ di vantaggio.

La corsa è stata caratterizzata dalla fuga di sei atleti: Giorgio Cecchinel (Androni Sidermec), Simone Andretta (Bardiani CSF), Cesare Benedetti (Bora Argon 18), Luis Mas Bonet (Caja Rural), Nikolay Mihaylov (CCC) e Federico Zurlo (Lampre Merida), ripresi ai -9 km mentre il Team Sky cercava di impostare l’andatura in vista del finale. La gara è esplosa ai -3 km – con la strada a mordere le gambe dei corridori su uno strappo al 16% di pendenza – quando Diego Ulissi ha forzato allungando il gruppo, dietro lui Gianluca Brambilla ed Oscar Gatto hanno tamponato l’azione del livornese. Quando la strada ha iniziato a spianare Stybar è partito senza voltarsi in un perfetto volo come da manuale del finisseur lasciando la compagnia a bocca aperta per lo sforzo ed il solo Davide Formolo, timidamente, a rispondere al potente scatto.

La “corsa dei due mari” ripartirà domani con la terza tappa, 176 chilometri da Castelnuovo Val di Cecina a Montalto di Castro in uno scenario dipinto attorno le ruote veloci del gruppo.

Lorenzo Cafarchio

 

 

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1 commento

  1. Brutto percorso questa Tirreno-Adriatico, un solo arrivo in salita, una manna solo per velocisti e passistoni che devono fare la gamba per la Milano-Sanremo e le classiche del Nord.
    Per i campioni da corse a tappe sarà una cicloturistica con poche possibilità di esaltare ed esaltarsi.
    Da una corsa che negli ultimi anni aveva una presenza di Grandi superiore a Giro e Tour si ci poteva aspettare di più.

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