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cummingsFoligno, 12 mar – La quarta tappa della Tirreno-Adriatico è territorio di conquista del corridore britannico Stephen Cummings. L’alfiere della Dimension Data vince in solitaria sul traguardo di Foligno che ospitava il finale del percorso più lungo della 51/a edizione della “corsa dei due mari”, esattamente 222 km. L’attacco vincente ai -3,2 km dalla linea d’arrivo quando con un’azione da finisseur – come lo scorso anno nella 14esima tappa della Grande Boucle – ha staccato i compagni di fuga tagliando il traguardo con 13″ di vantaggio su Salvatore Puccio (Sky), profondamente risentito per il piazzamento sul traguardo. L’italiano ha regolato allo sprint Berhane, Moreno e Bakelants, a 16″ dal vincitore di giornata ha chiuso Montaguti.

La maglia di azzurra di leader della Tirreno-Adriatico resta sulle spalle di Stybar, mentre la tappa è stata animata dal tentativo a lunga gittata da parte di Valerio Conti (Lampre-Merida) che tutto solo è stato ripreso quando all’arrivo mancavano 31 km.

Domani si sarebbe dovuta disputare la tappa più attesa, con arrivo in salito a Monte San Vincino. Frazione che però è stata annullata a causa delle avverse condizioni metereologiche: “Valutata la situazione meteo – spiegano dall’organizzazione – e la previsione di un peggioramento ulteriore per la giornata di domenica, abbiamo appurato che non c’erano le condizioni ideali per disputare la tappa. Nemmeno il Piano B avrebbe scongiurato rischi perché è prevista neve sopra i 700 metri e il semplice annullamento delle salite intermedie di Frontignano (1210 metri slm) e le Arette (1113 metri slm) non sarebbe stato sufficiente per scongiurare i pericoli. Un eventuale Piano C a fondo valle senza salite non avrebbe avuto senso tecnico e allora tanto valeva annullarla”.

Lorenzo Cafarchio

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1 commento

  1. Ha ragione Nibali, una Tirreno per velocisti falsata nel risultato. Intanto Contador ha dato spettacolo nell’ultima tappa della Parigi-Nizza con una serie di attacchi alla distanza che hanno fatto rimanere in dubbio l’esito della gara a tappe fino all’ultimo.
    Questo è il vero ciclismo, non quello telecomandato dalle radioline delle ammiraglie o quello della prudenza metereologica.
    Non dimentichiamo che lo scorso anno Quintana vinse proprio la Corsa dei due mari in mezzo a una bufera di neve e lo stesso fece Nibali al Giro 2013 sulle Tre cime di Lavaredo.

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