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Trieste, 27 ott – Che i politici facciano della gaffe non è una novità. Dal “breve e circonciso” dell’On. pentastellato Davide Tripiedi al famoso “tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” dell’allora Ministro Gelmini. Come non ricordare poi la famosa “Dublino, in Scozia” dell’On. Meloni o i più noti “Romolo e Remolo” di Silvio Berlusconi?
E’ lecito quindi aspettarsi di tutto da questa classe politica. Tutto tranne che un Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, oggi guidato dal centro-destra, non sappia la data dello sbarco dei Bersaglieri nel Capoluogo Giuliano. Ed è così che questa mattina (25 ottobre 2018, ndr) alla conferenza stampa indetta dall’Associazione Nazionale Bersaglieri per presentare il calendario delle celebrazioni che li vedrà protagonisti, l’Assessore alla Cultura spiega che il bersagliere “ha avuto l’onore di partecipare allo sbarco il 30 ottobre di 100 anni fa”.
In realtà la storia dello sbarco dei bersaglieri è ben diversa e pare surreale che proprio l’Assessore alla Cultura cada su un evento così importante nella storia della città di Trieste. Il 30 ottobre, infatti, stavano cominciando le “5 giornate di Trieste” animate dal Comitato di Salute pubblica costituito dal Fascio nazionale italiano e da una rappresentanza del Partito socialista. E solo il 3 novembre alle ore 16.20 i cacciatorpedinieri La Masa, Missori, Fabrizi, Climene, Procione e Audace (quest’ultimo arrivato per primo rispetto agli altri) attraccano sull’allora Molo San Carlo facendo sbarcare, tra gli altri, la II Brigata bersaglieri comandata dal generale Felice Coralli.
Ma del resto l’imprenditore triestino, oggi membro della Giunta comunale, non è nuovo a gaffe così. Basti ricordare quella del 25 novembre 2016, quando, durante un’intervista al giornale sloveno Primorski Dnevnik, aveva definito il Maresciallo Tito “un grande statista”. A poco è valso il tentativo di correggere il tiro nei giorni seguenti da parte dell’Assessore che spiega “laddove io discuto col giornalista del Primorski la parola statista, andatevi a prendere un dizionario, significa uomo di stato che ha avuto una notevole importanza nella vita politica del suo Paese. E Tito lo è stato per la Jugoslavia”.
Non stupisce quindi che l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste abbia dichiarato “siamo lontani un miglio da CasaPound e sia io che il Sindaco (Roberto Dipiazza, ndr) faremo di tutto perché non avvengano questi raduni” facendo ben capire come non si sia compreso il significato di tale manifestazione.
Sul senso del corteo è più volte intervenuto proprio il segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, che al giornale Libero ha spiegato: “Si tratta di un evento più spirituale e culturale che politico. Vogliamo ricordare, a 100 anni dalla fine della Grande Guerra, lo spirito della Vittoria, uno spirito di trincea che ha caratterizzato sempre il popolo italiano. Ma renderemo omaggio ai caduti di tutte le nazioni. Trieste sarà invasa da un mare di tricolori”.
Per comprendere il significato del corteo del 3 novembre, quindi, basterebbe solo conoscere i fatti storici che hanno portato alla redenzione di Trieste. Ma all’Assessore alla Cultura, su questo, è possibile solo consigliare un buon libro di storia.
Francesco Clun

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