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Roma, 27 ott – CasaPound Italia, come promesso, stamattina ha aperto le porte del palazzo di via Napoleone III, 8 a Roma ai cittadini e alla stampa. Il movimento della Tartaruga frecciata aveva invitato anche il sindaco Virginia Raggi e gli altri ex primi cittadini della Capitale a seguito delle fake news riportate dai media secondo cui CasaPound avrebbe impedito una ispezione della Guardia di finanza (per altro concordata). Occasione per creare il solito polverone mediatico con stampa e politici (la Raggi in primis) che hanno chiesto lo sgombero dell’immobile.


E se il sindaco pentastellato non si è vista, sono stati tanti i cittadini che hanno voluto incontrare le famiglie in emergenza abitativa che vivono nel palazzo occupato e visitarne i vari ambienti.
Non sono mancate telecamere e cronisti di varie testate giornalistiche, che hanno fatto foto e riprese degli appartamenti e intervistando le famiglie che ci vivono, in un clima di totale serenità e senza alcun segreto da nascondere da parte di CasaPound, che – ricordiamo – le porte le apre sempre, al confronto e al dialogo.
Un’iniziativa riuscita che spegne ogni polemica. Si è cercato di far passare il messaggio che qui dentro ci fosse l’antro oscuro del mostro, quando in realtà da 14 anni tutti i media italiani vengono qui, per seguire le conferenze, con personaggi anche famosi. Era giusto riaprire i portoni e far vedere che qui dentro non c’è niente di losco“, spiega Simone Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound Italia.
“C’è una piccola portineria, dove ci sono i ragazzi di CasaPound che fanno i turni, ci sono le famiglie e c’è una sala conferenze. Non ci sono uffici fantasmagorici citati da certi media”, aggiunge Di Stefano.
Alla Raggi, che non è venuta a trovarci, e anche al ministro dell’Interno, ricordiamo che serve un piano casa. Per rispondere all’emergenza abitativa – ribadisce il segretario di Cpi – non si sgomberano le famiglie per buttarle in mezzo a una strada, serve l’edilizia pubblica residenziale, quelle case popolari che a Roma non si costruiscono più da vent’anni, e serve il Mutuo sociale. La nostra storica proposta di legge che a costo zero per lo Stato consentirebbe a tanti italiani di diventare proprietari di casa. Così come la Costituzione comanda”, sottolinea Di Stefano.
“La nostra Carta infatti garantisce il diritto e l’accesso alla prima abitazione. Mettiamoci tutti in testa che lo Stato e gli enti locali devono risolvere l’emergenza abitativa – conclude il segretario di Cpi – dando una casa ai cittadini e non buttandoli in mezzo a una strada”.
Adolfo Spezzaferro

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