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Trieste, 17 set – E’ scontro tra la preside di un liceo e il Comune di Trieste a causa di un manifesto per una mostra organizzata dalla scuola. Nei giorni scorsi, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, aveva chiesto di modificare la locandina di “Razzismo in cattedra“, un’immagine di tre ragazze sorridenti accompagnata dalla prima pagina de Il Piccolo, datata 3 settembre 1938, che annuncia la cacciata di studenti e insegnanti ebrei dalle scuole. Mostra che la scuola ha deciso di rimandare dopo che il Comune aveva consigliato la modifica, così motivata dallo stesso sindaco: “Quando ho visto quel titolo del Piccolo dell’epoca, così estremamente pesante, e con quella scritta lì sotto sul razzismo mi è sembrato esagerato. Dico io, dobbiamo ancora sollevare quelle cose?“. Un invito alla prudenza, dunque. Nient’altro.
Tuttavia, a seguito della polemica esplosa anche sui social, il Comune aveva precisato: “La mostra si può fare anche domattina, anche con quella locandina“.
Ma la preside del liceo Petrarca, Cesira Militello, ha voluto continuare a cavalcare la polemica tanto che oggi annuncia che la mostra sarà realizzata, ma non negli spazi del Comune, bensì “nelle sedi e nelle date opportune che decideremo: per gli studenti, i docenti che li hanno guidati e per tutta la città. Come gruppo di lavoro dovremo valutare dove e quando farla, ma non modificheremo la locandina“. Riguardo al luogo, spiega la dirigente scolastica, “ci sono dei tempi tecnici di allestimento che impediscono in questo momento di assumere una decisione su dove si farà la mostra”. L’inaugurazione, inizialmente prevista per lo scorso 12 settembre, doveva tenersi in una sala comunale.
A tal proposito, l’assessore alla Cultura, Giorgio Rossi, ci tiene a precisare che “il Comune di Trieste non ha negato alcuna sala o vietato alcun manifesto”. Durante un incontro con la scuola “espressi la preoccupazione che determinati toni ed immagini, in questo preciso complesso momento storico, potessero essere utilizzati da estremisti per infiammare un nuovo scontro sul tema nella nostra città, che è stata straziata e sfregiata dalla promulgazione delle leggi razziali”. “Nessuna censura”, dunque, ma quanto accaduto – spiega Rossi – è stato “strumentalizzato dalla dirigente scolastica in maniera preoccupante“.
“E’ con estrema amarezza – scrive in una lettera l’assessore – che mi trovo costretto a intervenire dato che l’evidenza dei fatti mi conferma una posizione preconcetta, strumentale e manipolatoria della vicenda da parte della dirigente”. Rossi nel comunicato afferma di aver cercato “un confronto costruttivo, sicuramente non censorio come vuol far credere qualcuno” e di essere rimasto “stupìto” che la “condivisione di un pensiero”, ossia la “preoccupazione” verso il manifesto, “fosse diventata” in una mail della scuola “una ‘richiesta di modifica'” da parte del Comune. “E’ evidente, purtroppo, che qualcuno e non certo l’Amministrazione comunale voleva alimentare lo scontro, la tensione e la polemica. E’ un peccato che siano stati strumentalizzati anche gli studenti”.
Nella polemica dei giorni scorsi si è pronunciato anche Enrico Mentana, che con un post su Facebook ha replicato a Dipiazza: “Dico io, dobbiamo ancora sollevare quelle cose? Sì, sindaco, oggi più che mai, e quelle sue parole feriscono”, ha scritto il giornalista. “Non solo, ma non smetto di guardare quel manifesto, e non capisco con che cuore, con che animo e con che raziocinio lei lo abbia potuto definire ‘esagerato’. È storia, purtroppo. La nostra”.
La mostra, organizzata a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste, il Museo della Comunità ebraica e l’Archivio di Stato.
Per adesso non è dato sapere dove e quando aprirà i battenti. Una cosa è certa: se la dirigente scolastica voleva farsi pubblicità, ci è riuscita benissimo. Con buona pace degli studenti e di chi ha lavorato silenziosamente alla realizzazione dell’evento.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Una vergognosa comunistoide allo sbando, una pseudo preside del nulla,la solita intellettuale sinistrorsa che non avendo più nulla da dire di fronte al fallimento delle sue idee autoreferenziali ,si aggrappa a temi oramai centenari , stantii e superati dal buonsenso e dalla intelligenza di tanti italiani……… Iniziativa ignobile, indegna ed infame.

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