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Roma, 28 giu – Ieri 27 giugno, con la ricorrenza del disastro aereo di Ustica, su Atlantide il giornalista Andrea Purgatori (il decano dei giornalisti che seguono la vicenda) ha rievocato la tragedia incentrando la ricostruzione dei fatti sulla “Ipotesi Saratoga” basandola sui ricordi di un ex marinaio che vi prestava servizio il giorno dei fatti, quando la portaerei americana era alla fonda in rada nel Golfo di Napoli. In sostanza la sera dei fatti la Saratoga avrebbe levato le ancore senza avvertire le autorità portuali per andare ad abbattere l’aereo su cui viaggiava il leader libico Gheddafi per recarsi a Varsavia ma che, avvertito da “Servizi Segreti” amici (quelli italiani “deviati”) avrebbe virato su Malta sottraendosi all’aggressione ma inviando due Mig23. Da cui la “battaglia aerea” (circa 40 aerei della Saratoga contro i 2 Mig23) nel corso della quale la vittima fu il DC9 della compagnia aerea privata Itavia, che faceva la tratta Bologna-Palermo.

Poichè almeno per i più giovani parlare di fatti del 1980 è più o meno come raccontare delle Guerre Puniche, vediamo come stanno le cose (quelle verificabili sui documenti giudiziari, relitto e dati radar) e del perchè la “Ipotesi Saratoga” che esiste almeno dal 1987, non ha trovato seguito sia nell’inchiesta sia nel successivo processo. Nel 1987 la prima commissione d’inchiesta giudiziaria Blasi conclude i suoi lavori con “missile a guida radar SARH senza poterne indicare il tipo e la provenienza”. Poco tempo dopo nel corso di interrogatori del Giudice Istruttore Bucarelli, uno dei radaristi del radar militare di Marsala dichiara di aver avuto un piano di volo Tripoli-Varsavia, e i media si scatenano in una ridda di ipotesi e rivelazioni per cui non meglio specificati “americani” tentarono di abbattere Gheddafi. I sospetti si fissano quindi sulla Saratoga all’ancora nel porto di Napoli, che appunto sarebbe uscita segretamente nottetempo per poter lanciare i propri caccia e compiere il misfatto, e altrettanto segretamente rientrata prima dell’alba.

Le indagini a riguardo vengono fatte dal nuovo Giudice Istruttore Dott. Priore nel ’92, che manda gli investigatori all’Archivio di Stato Civile di Napoli a cercare i nominativi delle coppie che si sono sposate il giorno 27 e il giorno 28 giugno, essendo tradizione napoletana farsi foto e video con lo sfondo del Golfo. Recuperato il materiale fotografico con la scena ripresa da punti diversi si fanno le perizie, le triangolazioni, le maree etc. da cui risulta che nel giorno 27 e nel giorno 28 la Saratoga è ancorata esattamente nello stesso punto. Ed essendo impossibile ritrovare (marea, vento etc) esattamente lo stesso punto in cui calare l’ancora se ne conclude che non sia affatto uscita in mare e l’ipotesi viene abbandonata. E del resto non si può con una portaerei lasciare il Golfo “di nascosto”, vanno avvertite le autorità portuali, richiesti i rimorchiatori e “uscendo su allarme si sarebbero lasciati a Napoli i marinai scesi in franchigia.

Il “Volo di Gheddafi”, la madre di tutte le bufale

E’ “la madre di tutte le bufale”. Sui tracciati radar di Marsala non c’è nessun aereo che dalla Libia sale verso nord, e tantomeno nessuno “vira su Malta”, l’unico volo che vola in qualche modo verso Malta risulta essere un volo di linea della Aereoflot russa che da Brazzaville (Congo) andava a Budapest (Ungheria). Così, nell’ansia di trovare il colpevole purchè sia “americano”, è necessario correggere il tiro e prende corpo un’altra ipotesi ancora più ardita: Il DC9 fin da poco dopo il decollo da Bologna viaggia con un Mig23 nascosto sotto e che in questo modo si nasconde nella sua “ombra radar”. Questo Mig23 sarebbe partito dall’aereoporto yugoslavo di Banja Luka “bucando” tutto il sistema difensivo italiano e NATO, per poi aspettare un passaggio sopra Bologna e trovandolo nel DC9 che però decolla con due ore di ritardo. Così è necessario correggere ancora il tiro: il Mig23 sarebbe decollato da un aeroporto vicino Pavia… la “realtà romanzesca”.

L’anno scorso il Presidente Mattarella in occasione della 37esima ricorrenza disse di “svelare i depistaggi”, e quindi decisi di lavorarci forte dei dati radar, dell’analisi del relitto e di una banca dati con 27 mila documenti giudiziari, insieme ad Alberto Palladino, firma del Primato Nazionale. Questo il video di presentazione di un lavoro molto più ampio e complesso sul quale abbiamo fatto un paio di convegni, e che è troppo ampio per descriverlo in questa sede.

Fin dal 1987 (missile a guida radar SARH…) ci si è trovati nella necessità di escludere la Libia dal novero dei possibili colpevoli, anche solo in via ipotetica. E questo per i giganteschi interessi commerciali e petroliferi. E quindi, stante l’innegabile coinvolgimento libico nella vicenda, doveva apparire “vittima”. Da cui tutta una serie di “baggianate interpretative” su relitto e dati radar (alcune veramente stravaganti) che non sono certo attribuibili ai giornalisti o ai magistrati, ma che di fatto hanno portato l’inchiesta verso la sterilità. Per cui abbiamo fatto un processo non per sapere chi avesse abbattuto il DC9, ma per sapere chi “ci aveva impedito di saperlo”. E una Commissione Stragi che pur lavorandoci 13 anni non voleva sapere chi avesse abbattuto il DC9, ma chi “ci aveva impedito di saperlo”. Nemmeno quello.

Luigi Di Stefano

7 Commenti

  1. Guarda caso un mese dopo, per distogliere il pubblico da Ustica, ci sarà la strage alla stazione a Bologna, dove i colpevoli “saranno” i fascisti e Ustica passa in secondo piano.

  2. Circa un mese dopo ci sarà la strage alla stazione di Bologna per spostare l’attenzione, li i colpevoli vengono individuati subito, che strano paese l’Italia…

  3. Non bisogna andare lontano. I misteri e i depistaggi non ci sono. Semplicemente si sono eliminati i testimoni scomodi e pericolosi. Ci sono talmente tante coincidenze in questo caso, che nemmeno un romanzo di Agatha Cristi. Al DC9 quella fatidica sera hanno fatto indossare una maschera. L’assassino lo ha scambiato per qualcun’altro.Ma la verita’ indicibile e che il DC9 e’ stato volontariamente sacrificato.
    Perche? Gheddafi? Uranio francese per l’Iraq? I fatti incontrovertibili sono che quella sera nei cieli del sud Italia molte persone hanno visto volare molti aerei.
    La bandiera di questi aerei? I radar della difesa hanno visto e hanno nascosto.
    Agli alti livelli sapevano e hanno taciuto.
    Chi ha solo sospettato quello che e’ accaduto o ha taciuto e tutt’ora tace, o ha esternato ed e’ “morto”. Naldini e Nutarelli hanno visto e compreso. Lo hanno detto al T.col. Tedoldi che stranamente e’ morto in un incidente stradale. Ramstein e’ una coincidenza?
    Di certo quando si aggiungono ipotesi ad ipotesi la verita’ si confonde. Ma le coincidenze strane in questa storia sono veramente degne del miglior thriller. Tom Clancy potrebbe trovare ottimi spunti.

  4. Un altro libro più famoso sempre sulla pista israeliana:
    “Quinto scenario”
    di Claudio Gatti
    https://www.amazon.it/Quinto-scenario-Claudio-Gatti/dp/8817843172
    Saluti.
    Fabrice
    PS David Ben Gurion, il primo Premier Israeliano, fondò il Mossad nel 1949 per poi renderlo operativo nel 1951. Il primo motto dell’agenzia fu “By way of deception thou shalt do war”, letteralmente, “Per mezzo dell’inganno faremo la Guerra”……

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