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Roma, 21 mag – Il vignettista Vauro Senesi, comunista impenitente che guarda con nostalgia a «eroi della democrazia» del calibro di Ho Chi Minh, ha sviluppato una certa ossessione per Salvini e CasaPound. Il motivo? Entrambi rappresentano il tanto temuto «ritorno del fascismo», che Vauro aveva del resto già individuato nell’ascesa politica di Silvio Berlusconi, altro noto «fascista». Al di là dei fantasmi che aleggiano nella sua psiche, ciò che lascia sempre interdetti è lo stile, ben poco ironico e assai volgare, che caratterizza le sue vignette.



Tombini aperti

Una delle ultime fatiche dell’indefesso vignettista, ad esempio, è stata pubblicata su Left, il settimanale dell’estrema sinistra più forcaiola, che ormai da mesi soffia sull’odio politico e sull’antifascismo più militante e oltranzista. Il titolo del pregevole disegno è nientemeno che Tombini aperti, un cocktail di riferimenti ai «porti chiusi» e al sempreverde «fascisti carogne, tornate nelle fogne». Il destro viene offerto a Vauro dalla recente manifestazione di Milano, in cui Salvini ha fatto sfilare i suoi alleati europei in vista del voto di domenica prossima. Vi si vede dunque raffigurato il leader della Lega che apre un tombino da cui fuoriescono dei sorci con le bandiere della Fpö austriaca, di Alternative für Deutschland, CasaPound e del Front National (eh sì, a Vauro non hanno ancora detto che il partito della Le Pen, da circa un anno, si chiama Rassemblement National).  

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Vauro sulla Sea Watch

Di fronte a cotanta fervida immaginazione, non stupisce che anche la vignetta di oggi, stampata stavolta sul Fatto Quotidiano, rifletta la consueta eleganza e complessità semantica che contraddistinguono i lavori del prode Vauro. Il titolo è Sbraco di Lampedusa, il classico gioco di parole che ormai fa ridere solo Santoro e Travaglio. Il disegnino raffigura ancora una volta Salvini, in questo caso però con la camicia nera e le brache calate. Lo sbarco dei 47 immigrati della Sea Watch, particolarmente sgradito al disattento ministro dell’Interno, deve aver solleticato non poco il fine palato di Vauro. Che, come tutti sanno, disegna da schifo e tifa invasione.

Elena Sempione

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4 Commenti

  1. Da “quelle parti” ci sono da decenni fior di artisti, un po’ in ogni campo, solo che tifano dalla parte sbagliata. Squalificando le proprie indubbie qualità e rendendosi ridicoli nonché, talora, anche un po’ odiosi. Tra l’altro, com’è quel detto? “Neppure il cane muove la coda per niente.”

    E chi non si adegua, che fine fa? Mmm… qualcuno ha detto “Povia”?

  2. Bellissime, di un realismo unico, senza estetica ma solo etica, potrebbe disegnare la tua incapacità di scrivere senza essere schierata a difendere l uomo cge tutte le donne dello stivale vogliono s quanto pare abbiamo trovato una di quelle cge tutte pensavano nn esistessero.
    Comunque svegliati il cortile nn esiste più

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