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Vescovi di Senegal e Nigeria contro Bergoglio: “Africani, non lasciate la vostra terra”

by admin
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Dakar, 22 dic – Anche i vescovi africani dicono ai loro conterranei di restare a casa. Solo così possono creare ricchezza e arrivare a stare meglio. A rivelarlo è un recente articolo apparso sul giornale online La Nuova Bussola Quotidiana, che ha stilato un elenco di alti prelati di Paesi africani che hanno invitato i loro fedeli a non emigrare. Dal Senegal alla Nigeria i vescovi hanno avuto reazioni indignate alla vista di alcuni filmati che mostrano come sono stati trattati alcuni migranti prima di essere venduti alla Libia come schiavi, per poi finire a fare i migranti che affollano le coste italiane.

“Non abbiamo il diritto di lasciare che esistano canali di emigrazione illegale quando sappiamo benissimo come funzionano, tutto questo deve finire” ha tuonato dal Senegal Monsignor Benjamin Ndiaye, arcivescovo di Dakar. Gli ha fatto eco il suo omologo della diocesi nigeriana di Kafachan, mons. Joseph Bagobiri che ha sottolineato come ci sia una speranza di vita migliore in Nigeria che non in Europa. Sono proprio Nigeria e Senegal i due Paesi africani da cui sono partiti il maggior numero di persone che da clandestini sono approdate in Italia e in Europa.

Troppo, anche per i vescovi, che invocano la dignità della persona umana e l’attaccamento alla propria terra, ribadendo come sia “…Meglio restare poveri nel proprio Paese piuttosto che finire torturati nel tentare l’avventura dell’emigrazione”, come ha riferito a margine dell’ordinazione sacerdotale di alcuni nuovi sacerdoti mons. Ndiaye, che ha anche aggiunto: “Cari ragazzi, tocca a noi costruire il nostro Paese, tocca a noi svilupparlo, nessuno lo farà al posto nostro”.

Più o meno lo stesso concetto che ha ribadito anche mons. Monsignor Jilius Adelakan, vescovo di Oyo, in Nigeria, il quale ha dichiarato che “Spetta ai nigeriani sviluppare il loro paese” sottolineando come sia necessario cominciare a “sviluppare il nostro Paese in modo da renderlo un luogo in cui è desiderabile e piacevole vivere, facciamo in modo che siano gli stranieri a voler venire da noi”.

Già, perché la Nigeria è un Paese ricco, ma le associazioni malavitose che da lì hanno messo le loro radici in Europa, in Italia in particolare, preferiscono dedicarsi alla tratta di esseri umani. E i nigeriani, spesso vittime di credenze tribali e superstizioni, credono loro, preferendo la via dello schiavismo, e spesso quella della morte, a quella del progresso per il loro Paese. Dai vescovi africani arriva anche un appello a investire in Nigeria per creare posti di lavoro, e per avviare efficaci campagne per scoraggiare i nigeriani a tentare la fortuna in Europa mettendosi nelle mani di trafficanti di esseri umani privi di scrupoli.

Insomma, i vescovi africani dicono tutto il contrario di quanto il principale sponsor dell’invasione in Europa, papa Bergoglio, va dicendo. Sintomo di una spaccatura sempre più profonda all’interno della chiesa di Francesco, dove l’Africa rappresenta il continente dove i cattolici crescono di più per numero.

Anna Pedri

 

 

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5 comments

nemesi 22 Dicembre 2017 - 12:34

sarà sicuramente “razzista” quanto realista affermarlo…ma l’unica cosa in grado “salvare” il continente africano potrebbe essere un nuovo colonialismo -naturalmente attuato da Paesi seri- creando nell’interno dei singoli stati (alcuni vastissimi come il Congo esteso quasi otto volte l’Italia) delle grandi aree indipendenti date in concessione per almeno 50 anni, ove curare dalla sicurezza alla economia,naturalmente impiegando manodopera africana; tutto il resto è semplicemente aleatorio esercizio di fantasia o soldi buttati via.

riflessione a margine per quelli che pensano che i problemi dell’africa si possano risolvere con l’immigrazione e l’accoglienza illimitate; il continenente africano cresce ogni anno di 25-30 milioni di persone,con qualche centinaio di milioni di giovani attualmenti disoccupati; quindi,anche se per assurdo ogni singolo Paese della UE accogliesse UN MILIONE di africani ogni anno (28 milioni in totale per 28 stati) con questa accoglienza iperbolica non riuscirebbe nemmeno a pareggiare quella crescita demografica incontenibile;

per concludere, attualmente stiamo bruciando 4 miliardi di euro all’anno per gli aspiranti profughi,non proprio briciole per la nostra economia visto che a Bruxelles chi hanno già ordinato di rientrare a breve di quella cifra sforata; per noi significa NUOVE TASSE (un vero e proprio suicidio economico) per l’africa…NULLA; quelle centinaia di migliaia di aspiranti profughi non hanno spostato nemmeno di un mezzo millimentro la situazione dei loro singoli Paesi di provenienza.

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rino 22 Dicembre 2017 - 12:47

Sagge parole. Purtroppo il potere colonialista europeo si serve da sempre dell’apporto di utili idioti alla sua causa. E gli africani hanno mostrato di aver così poca stima di se stessi e della loro terra da non saper fare altro che gettarsi alle loro braccia.
Purtroppo anche noi italiani abbiamo cominciato ad avere la stessa mentalità e i risultati si vedono.

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Hanslor 22 Dicembre 2017 - 6:53

I vescovi africani dicono ciò che penso…..non fa una grinza il discorso….bergoglio dovrebbe solo dimettersi se ha un po’ di dignità…e dai suoi discorsi si evince che è tutto tranne che il Papa della Chiesa cattolica ma un comunista con la tonaca nient’altro!

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Ulisse Di Bartolomei 9 Gennaio 2018 - 1:49

Il migrante moderno da Africa o Medio Oriente, solitamente abbandona un contesto dove un “nemico” opprime la sua gente, asservendo a prostituzione i deboli come le donne e i bambini, e gli infanti costringendoli spesso a ruoli come soldati. Perché l’Occidente non si accorge dell’orrore che lascia perpetrare, permettendo e incoraggiando la fuga degli adulti dal terzo mondo? Il fuggitivo a prescindere salverà se stesso, costringendo altri a combattere le sue battaglie, ma quale etica lascerà ai suoi figli?
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Ulisse Di Bartolomei 10 Febbraio 2019 - 5:12 Reply

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