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Le tecniche di rilassamento sono delle azioni che svolte in modo volontario permettono di regolare o meglio di gestire lo stato di stress e ansia. Le tecniche hanno l’obbiettivo d’alleviare le persone in stato di tensione e ristabilire al contempo l’equilibrio piscologico e fisiologico.



In occidente le tecniche di rilassamento si sono man mano fatto spazio quando si è deciso di accettare l’idea che l’organismo sia un sistema costituito dall’interazione tra il corpo e la mente.

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Le tecniche di rilassamento sono utilizzate oggi giorno sempre più specie nel campo della terapia cognitiva e comportamentale. Queste rappresentano un modo per riuscire a rilassarsi in momenti di spiccata difficoltà. Non solo, sono ideali per contrastare l’ansia ad esempio quando ci si trova in stati di eccessivo stress per il lavoro, lo studio o a causa di problemi personali e che magari richiedono l’aiuto di uno psicologo (https://www.lucasaita.it/ )

Le tecniche per rilassarsi sono indicate spesso dai medici e dagli psicologi per contrastare un attacco di panico oppure uno stato d’ansia. Tra le principali tecniche pensate per riuscire a rilassarsi e combattere problemi di stress e di ansia possiamo utilizzare: il rilassamento muscolare progressivo e il training autogeno.

Entrambe queste tecniche sono convalidate dagli psicologi comportamentali. Quindi permettono effettivamente di ridurre l’ansia e lo stress e di rilassarsi al meglio.

Rilassamento muscolare progressivo: la tecnica di Jacobson

Il Rilassamento Muscolare Progressivo è stato sviluppato all’inizio del ‘900 da uno psicologo Edmund Jacobson. Nel suo libro “Progressive Relaxation”, ossia rilassamento progressivo, lo studioso spiegava come questo metodo possa agire sul rilassamento della mente grazie alla correlazione con i muscoli. Questo metodo nello specifico si basa sull’idea che il pensiero e lo stato emotivo influiscono sul livello di risposta muscolare ed evidenzia la relazione tra il pensiero, il muscolo e le emozioni.

Il Rilassamento Muscolare progressivo risulta molto utile specie per alcuni tipi d’ansia e disturbi. Tra i principali ci sono i disturbi del sonno che inducono un riposo muscolare molto intenso, per questo motivo si riesce a conciliare meglio il sonno. Non solo, si ha la possibilità anche di combattere lo stress, regolare l’aggressività e la rabbia.

Jacobson secondo le sue indicazioni prevede che il soggetto sviluppi la capacità d’individuare dove si presenta lo stato di tensione a livello muscolare. In questo caso, affidandosi a un terapeuta si impara a capire quali sono le differenze tra il rilassamento e la tensione. Mediante degli esercizi per la contrazione volontaria e prolungata sulle varie zone del corpo, fino a quando si sarà in grado d’avvertire anche delle contrazioni muscolari minime, si riesce a rilassare anche la mente.

Training Autogeno: cos’è e come funziona

Il training autogeno che prende anche il nome d’allenamento che si genera da sé e consiste nell’apprendimento e nell’allenamento in modo costante d’una serie d’esercizi di rilassamento con un sistema d’autoinduzione. In primis si procede con il rilassamento muscolare e successivamente si procede a un sistema di relax mediante l’uso di immagini mentali. In questo modo, si ha la possibilità di richiamare a sensazioni positive legate ai cinque sensi. Le immagini e gli esercizi del training autogeno cambiano a seconda del tipo di patologia da curare. In linea generale il metodo messo appunto da Shultz permette di combattere l’ansia, le somatizzazioni, lo stress e l’insonnia.

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