Roma, 5 nov – Scapperà il Napoli o riuscirà l’Atalanta nell’impresa di fermare l’invitta capolista? Tra la conferma della prima fuga stagionale e una non così improbabile affermazione nerazzurra c’è il pareggio, terzo incomodo. Che accontenterebbe entrambe ma non farebbe felice nessuna delle due. L’occasione è fin troppo ghiotta infatti, sia per gli orobici che per i partenopei. Anche perché tra le inseguitrici più o meno dirette c’è chi si toglierà punti a vicenda (le romane, Inter, Juventus) e chi – il Milan – incontrerà la bestia nera dell’ultimo biennio. Azzurri contro bergamaschi, portata principale del sabato calcistico: in ogni caso (non) chiamatele sorprese.

L’inesauribile laboratorio di Gasperini

Secondi in classifica con una difesa di ferro. Hanno già fermato i campioni d’Italia (alla seconda giornata) ed espugnato l’Olimpico di Roma – sponda giallorossa. E se non ci fosse stato il passaggio a vuoto di due settimane fa in casa contro la Lazio, oggi i bergamaschi scenderebbero in campo con l’intenzione di sorpassare la prima della classe. L’Atalanta che continua a stupire non dovrebbe fare più notizia.

E invece – nonostante tre terze posizioni nelle ultime quattro stagioni – il laboratorio calcistico di Gian Piero Gasperini continua a meravigliare tifosi e addetti ai lavori. Ogni anno perde qualche pezzo – Gollini, Romero, Gosens, Pessina, Freuler, il Papu Gomez – ma rimane sempre tra le fresche cime dell’alta classifica. Tanto da far pensare che la non entusiasmante stagione 2021/22 (chiusa all’ottavo posto) sia stata solamente una spiacevole eccezione. Un pò come la sopracitata sconfitta contro gli uomini di Sarri: Scalvini e soci infatti si sono immediatamente rialzati dopo la brutta prestazione andando a vincere – e convincere – in quel di Empoli. Proprio come fanno le grandi squadre.

La straordinaria partenza partenopea

Straordinario”. Con questo preciso termine il Gasp definisce gli avversari odierni. Eccezionale è infatti il gioco finora espresso dal Napoli. Così come grandissimo il lavoro di Spalletti e accurata in estate è stata la politica di mercato del direttore sportivo Giuntoli. Non era facile rinforzare la squadra dopo aver salutato Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne e Mertens.

Tutti conoscevano il potenziale di Raspadori – che aspettava solo una compagine di alto livello per fare il salto di qualità – o del figlio d’arte Simeone. Ma l’aver vinto le scommesse di Kim Min-jae – gigante sudcoreano pescato in Turchia – e del dirompente Kvaratskheila (georgiano classe 2001) è qualcosa da fini intenditori di pallone. Perché un conto è tesserare valanghe di modesti – quando non veri e propri bidoni – stranieri, un altro è fare pochi acquisti mirati che possano effettivamente migliorare l’organico. Una macchina che ha avuto solo bisogno di un breve periodo di rodaggio: i deludenti pareggi contro Fiorentina e Lecce per poi iniziare a viaggiare ad altissima velocità. In Serie A come in Europa. L’ininfluente sconfitta di Liverpool non dovrebbe comunque avere ripercussioni mentali sul campionato.

Atalanta-Napoli, l’inedito scontro al vertice

All’ex “Atleti Azzurri d’Italia” andrà quindi in scena uno scontro al vertice decisamente inedito. E – solo all’apparenza – sorprendente. E’ vero, a inizio anno le candidate allo scudetto erano altre. E, tra queste, le milanesi hanno comunque tutte le carte in regola per rientrare nei giochi. Ma poi, come ben sappiamo, è il campo a dare un inequivocabile e meritocratico verdetto. Arriveranno sulle altissime vette della Serie A venti gelidi e minacce tempestose che metteranno alla prova la sirena dalla voce dolorosamente dolce e la virtuosa cacciatrice. Ci sarà un tempo anche per questo, superare le intemperie e dare così linfa vitale ai sogni di gloria. Intanto – e senza tanti pensieri rivolti al futuro – Atalanta e Napoli hanno l’onore di giocarsi una bella fetta di stagione. Semplicemente perché, oltre ai valori tecnici e alla forza espressa, l’hanno voluto più delle altre.

Marco Battistini

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