Roma, 5 mar – “Io penso che per segnare bisogna tirare in porta”, disse Vujadin Boskov, ex giocatore e storico allenatore, tra le altre, di Real Madrid, Sampdoria, Roma e Napoli, oltre che della sua Jugoslavia. Effettivamente, ogni giocatore dovrebbe scendere in campo con questo promemoria per provare a raggiungere l’obiettivo preposto, ovvero i tre punti. Ma è davvero così? Vedere alla voce autogol.

La determina di autogol viene concessa nel momento in cui l’intervento del calciatore difendente risulta decisivo nell’indirizzare in porta un pallone altrimenti destinato a finire fuori. E’ quanto si apprende dalle linee guida diffuse da Fifa e Uefa a ridosso dei Mondiali del 1998, visto il numero elevato di questi episodi maggiormente diffusi nel XX secolo. Infatti, di autogol nella storia del calcio ce ne sono stati tanti. Pioniere di questa pratica autolesionista fu Gershom Cox, difensore dell’Aston Villa, che nel 1888 realizzò la prima autorete della storia in occasione della partita contro i Wolverhampton Wanderers.

Morire per un autogol

Parlando di Colombia, narcotraffico ed Escobar cosa vi viene in mente? Voi penserete a Pablo, noi parleremo di Andrés. Oltre all’omonimia, entrambi erano colombiani e legati al narcotraffico ma in modi diversi, Pablo è stato presidente dell’Atlético Nacional de Medellín e Andrés ci ha giocato. Finite le similitudini. Era il 23 giugno quando si affrontarono Stati Uniti e Colombia ai mondiali Usa ‘94, dove il numero 2 colombiano favorì la vittoria statunitense e la conseguente eliminazione colombiana dai giochi con un autogol. Due settimane dopo il ‘Gentiluomo del calcio’ venne freddato da quattro sicari. Nel 2008 fu arrestato il narcotrafficante e mandante di quell’omicidio, Juan Santiago Gallon Henao che, a quanto pare, perse un sacco di soldi in scommesse a causa di quella sconfitta calcistica.

Record e curiosità

Il 31 ottobre 2002, al Mahamasina Stadium, si disputò il derby tra AS Adema e SO de l’Emyrne, nel campionato del Madagascar, finito 149 a 0 per i padroni di casa. Si tratta di 149 autogol, fatti dalla squadra malgascia come protesta a presunti errori arbitrali subiti.

Il primato mondiale è detenuto dal giamaicano Frank Sinclair che, con le maglie di Chelsea, Wba e Leicester ne realizzò venticinque in carriera. Altri bomber del gol invertito? Stan Van den Buys, che nel 1996 segnò tre autoreti nella partita Germinal Ekeren-Anderlecht finita 2-3, e Meikayla Moore, giocatrice della Nuova Zelanda e anche lei autrice di una tripletta al contrario ma in 35 minuti.

In A che ore è la fine del mondo?, Ligabue cantava le gesta maldestre di Riccardo Ferri, che ha il record di otto autoreti in Serie A. Sul podio ci sono anche il totem rossonero Franco Baresi (sempre con otto centri ma con 150 gare in più) e il precedente re degli autogol Comunardo Niccolai che ne segnò solamente sei ma tutti di pregevole fattura.

Francesco Campa

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