Verona, 9 giugno – Gli animalisti tornano ad attaccare l’ex campione del mondo Roberto Baggio. La sua colpa, ancora una volta, è essere cacciatore oltre che calciatore. Il gruppo Centopercentoanimalisti ha affisso manifesti contro l’ex giocatore azzurro in alcuni punti dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona. La protesta degli animalisti veneti ha preso di mira la compagnia aerea ITA Airways che ha deciso di intitolare a Baggio il primo volo Roma – Buones Aires.

Roberto Baggio non ha mai nascosto la passione per la caccia

“L’ex giocatore ha preso l’occasione per recarsi in Argentina, dove possiede una ampia riserva di caccia, per ammazzare animali indifesi a piacimento. Facile intuire come si sarà divertito” scrivono in un comunicato gli attivisti del sodalizio animalista. Come già in altre occasioni simili, Baggio però non si è fatto intimidire. Non ha mai nascosto la sua passione per la caccia che fin da bambino ha praticato nel vicentino insieme al padre. Negli anni Baggio ha difeso con orgoglio questa sua passione, pretendendo rispetto e portando in tribunale alcuni animalisti che lo avevano insultato e minacciato. Proprio in Tribunale, il calciatore portò avanti una lunga battaglia presentandosi a tutte le udienze, come un qualsiasi cittadino, conseguendo una vittoria giuridica che però, evidentemente, non ha scoraggiato i suoi antagonisti.

Buddista e cacciatore

Durante le ultime fasi del processo, il leader del movimento Centopercentoanimalisti, Paolo Mocavero, a proposito della fede spirituale di Roberto Baggio aveva asserito che “Buddista e cacciatore non si può sentire, per essere campioni bisogna esserlo anche nella vita, chi uccide animali può essere tutto tranne che un esempio da seguire o da stimare”. In un’intervista rilasciata a Vicenza Today, Mocavero aveva inoltre sbeffeggiato l’ex campione del mondo per il mancato rigore mondiale e, soprattutto, per essere colpevole di aver smesso la maglia con i colori del suo Vicenza. “Una star? E chi sarebbe la star? Chi ha vinto in tutta la sua carriera solo due scudetti, una coppa Italia, una coppa Uefa, un pallone d’oro quando giocava, fatalità, nella Juve e ci è mancato poco che finisse la carriera tra gli amatori? Per non parlare del rigore sbagliato ai Mondiali Usa quando la palla sfiorò un aereo”.

Venerato in tutto il mondo non solo per la carriera calcistica ma anche per la correttezza sul campo da gioco, Baggio potrebbe tranquillamente fare la bella vita da vip, ma invece insiste nel difendere le sue ragioni con le quali è cresciuto. “Grazie a questi ti viene anche più voglia di essere ancora più vicino a certe persone” aveva detto il numero 10 della Nazionale in occasione del processo, riferendosi ovviamente ai suoi tanti amici cacciatori, che ancora frequenta e dai quali non intende prendere le distanze.

Andrea Bonazza

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