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Fiorentina, Roma, Atalanta: l’altro assalto delle italiane alle coppe europee

by Marco Battistini
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le "altre" coppe europee

Roma, 17 sett – Riguardo le coppe europee, abbiamo approfondito ieri la composizione dei gironi di Champions League che interessano le squadre italiane. Nell’analisi odierna andremo invece ad esaminare cosa ha riservato l’urna di Montecarlo alle compagini nostrane impegnate in Europa League (Atalanta, Roma) e Conference – la Fiorentina. Due fresche finaliste e una provinciale ormai grande che, anche in campo continentale, vogliono accreditarsi tra le più feconde realtà del pallone moderno. Le formule in entrambe le competizioni sono speculari: raggruppamenti da quattro, capolista dritta agli ottavi, seconda classificata agli spareggi e terza – solo per quanto riguarda la discendente della fu Coppa Uefa – retrocessa nella competizione “minore”. Ma andiamo con ordine.

Coppe europee ed Atalanta, una potenziale mina vagante

Iniziamo la breve disamina sulle altre coppe europee proprio dagli orobici, inseriti nel gruppo D insieme a Sporting Lisbona, Sturm Graz e Rakow Czestochowa. Bene, ma non benissimo. I lusitani – quarta forza dell’ultima Primeira Liga – sono infatti una delle squadre più temibili tra quelle che hanno affrontato il sorteggio partendo dalla seconda fascia. Il frizzante 3-4-3 dei biancoverdi sta iniziando a girare attorno a una vecchia conoscenza del nostro pallone: Morten Hjulmand, danese classe ‘99 ed ex capitano del Lecce, si è preso le chiavi del gioco portoghese nonché i complimenti pubblici del proprio tecnico (“sa sempre cosa fare”). Organizzato e atleticamente difficile da incontrare sarà invece lo Sturm Graz – benché in patria gli austriaci soffrano lo strapotere decennale del Salisburgo. Desta curiosità il Rakow, quartiere dell’impronunciabile Czestochowa, città polacca sita in Slesia. Favola locale e freschi vincitori del campionato, i rossoblù sono guidati da un tecnico decisamente giovane, il trentatreenne Dawid Szwarga. Per l’Atalanta superare il turno senza passare dai sedicesimi di finale significherebbe proporsi come mina vagante della fase eliminatoria.

Europa League: Roma, obiettivo primo posto

Meno ostico – almeno sulla carta – il girone G. Ossia quello che insieme alla Roma, finalista della scorsa edizione, vedrà protagoniste Slavia Praga, Sheriff Tiraspol e Servette. I cechi – in testa al loro campionato insieme ai concittadini dello Sparta – hanno superato due fasi eliminatorie. Gli svizzeri, al contrario, provengono dai preliminari di Champions League: non particolarmente brillante l’avvio di stagione per l’undici di Ginevra. Parla invece italiano lo Sheriff Tiraspol (sì, la stessa squadra che nel settembre di due anni fa sbancò il Bernabeu). La guida tecnica dei modesti moldavi è infatti Roberto Bordin. Nato nella Tripolitania e cresciuto in Liguria, già centrocampista di Cesena, Atalanta, Napoli e Spezia, in Transnistria ha conquistato diversi titoli. Gli uomini di Mourinho, con un Lukaku in più nel motore – al colosso belga concediamo il giusto tempo per ritrovare la forma ottimale – devono obbligatoriamente puntare al primo posto.

La Fiorentina in Conference per ripetersi

Ci riproverà anche la Fiorentina, arrivata ad un passo – o meglio, a pochi minuti – dalla Conference 2022/23. Sempre nella stessa competizione i viola, pur con qualche fatica, hanno iniziato con il piede giusto. Ci ha pensato Nico Gonzalez con una doppietta a regolare il Rapid Vienna nel turno eliminatorio giocato ad agosto. Una qualificazione arrivata solo all’ultimo respiro nonostante una gara di ritorno giocata all’arrembaggio. I toscani – inseriti nel gruppo F – esordiranno nel tardo pomeriggio di giovedì in casa del Genk. La società belga per il momento vivacchia a metà classifica in Jupiler League, e sebbene per i Puffi la stagione sia iniziata presto (a fine luglio con i preliminari di Champions), non sembra aver ancora ingranato a dovere. Arriverà quindi in Toscana il Ferencvaros, compagine più titolata d’Ungheria: anche i magiari, ora allenati da Stankovic, disputano incontri ufficiali dal mese dedicato a Giulio Cesare. Completano il quadro infine i semisconosciuti serbi del Cukaricki.

Italiane protagoniste nelle coppe europee? C’è da scommetterci…

Sappiamo che le coppe europee sono caratterizzate da percorsi lunghi e pieni di insidie, dove – in particolare dalle fasi a eliminazione diretta – a fare la differenza sono particolari, contingenze e variabili, per così dire, impazzite. Ma Atalanta, Roma e Fiorentine possono davvero arrivare a Dublino – sede della finale di Europa League il 22 maggio – e Atene (dove invece si disputerà la settimana successiva l’ultimo atto di Conference)? Secondo le agenzie di scommesse sì: se davanti ai giallorossi troviamo ipoteticamente solo Liverpool, Brighton e Villarreal, l’unica che per ora può insidiare i gigliati è l’Aston Villa. Certo, in un secondo momento arriveranno anche le “retrocesse” da Champions e dalla stessa EL: la storia recente insegna però che in questi casi più del blasone possono fame e voglia di arrivare. Scommettiamo che…

Marco Battistini

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