Roma, 6 nov – L’Italia calcistica torna a gustarsi l’Europa. Al termine del quarto turno della fase a gironi della massima competizione continentale possiamo già tracciare un bilancio, tutto sommato positivo – ma pur sempre provvisorio – delle squadre italiane in Champions League. Bene la Juve, Atalanta viva, Inter in linea rispetto alle aspettative agostane. Milan – con l’attenuante di essersi ritrovato in un girone di ferro – ancora troppo inesperto per certi palcoscenici.



Gruppo H: la “solita” Juve di Allegri

Chi meglio di tutte sta svolgendo il proprio compito è appunto la compagine bianconera. La versione continentale della squadra di Allegri – già qualificata in virtù dei 12 punti conquistati – è al momento la solida copia di quella a tratti irritante vista finora in campionato. Nota di merito per Chiesa (già decisivo nell’1-0 rifilato ai campioni uscenti del Chelsea), determinante martedì scorso. Oltre a guadagnarsi il rigore trasformato da Dybala, sigla infatti con una bella azione personale il momentaneo 3-1 che chiude ogni contesa contro i russi dello Zenit. Bene anche Bernardeschi e Locatelli.

Gruppo F: la Dea spaventa i diavoli rossi

Ancora in corsa l’Atalanta. Dopo un buon avvio – pareggio a Villareal e successo casalingo, firmato Pessina, ai danni dello Young Boys – la doppia beffa targata Manchester United: sconfitta in Inghilterra (3-2 maturato nell’ultimo quarto d’ora nonostante il vantaggio di due a zero), 2-2 a Bergamo incassando le reti di Cristiano Ronaldo nel recupero di entrambe le frazioni. La classifica vede i red devils e il submarino amarillo a quota 7, la Dea due gradini sotto e gli elvetici fermi a 3 punti. Al netto di calcoli e combinazioni, “basterà” quindi battere spagnoli e svizzeri – impegni non proibitivi – per garantirsi il passaggio del turno.

Le milanesi tra lotta scudetto e corsa Champions

Si ritroveranno domani sera una di fronte all’altra, in quello che può essere un primo spartiacque del campionato. La Beneamata per accorciare sul duo di testa e (ri)candidarsi prepotentemente al titolo, i rossoneri nella speranza di spedire i cugini a 10 lunghezze di distanza. In merito, qualche anticipazione arriva dalla coppa con le grandi orecchie.

La classifica del raggruppamento D ora infatti sorride all’Inter, un solo punto nelle prime due gare, soprattutto a causa di un attacco tanto esplosivo in Serie A quanto con le polveri bagnate in Europa. La mole di gioco prodotta dai propositivi ragazzi di Inzaghi – insieme alla ritrovata solidità difensiva – ha però iniziato a fruttare qualcosa proprio contro l’ex capolista Sheriff, regolata 3-1 sia a Milano che a Tiraspol. Nonostante la falsa partenza, i nerazzurri – superando lo Shakhtar – potrebbero addirittura staccare il biglietto per gli ottavi con un turno d’anticipo. Sempre che il Real Madrid non si faccia nuovamente sorprendere dai moldavi.

Rimandato, invece, il Milan. Nette sconfitte esterne a Liverpool e Oporto, sfortunata – al termine di una generosa prova – quella patita contro l’Atletico Madrid a San Siro. Difficile a questo punto, ma non impossibile, che si prolunghi l’esperienza rossonera in Champions. Con il pareggio di mercoledì (1-1 a domicilio con i lusitani) bisognerà fare bottino pieno nelle restanti sfide a colchoneros e reds, per poi sperare che si incastrino gli altri risultati. Leggermente più accessibile, invece, la strada per la “retrocessione” in Europa League.

Il bilancio delle italiane in Champions: Juve corposa, Atalanta frizzante, Inter equilibrata

Inutile nascondersi. Vuoi per il ridimensionamento di Real Madrid e Barcellona, vuoi per il fatto che le maggiori pretendenti – PSG, Manchester City, Liverpool, Chelsea – non sono macchine perfette, le italiane in Champions hanno l’obbligo di puntare il più in alto possibile. In particolare dalla fase a eliminazione diretta, dove spesso in soli 180’ di gioco le differenze tendono a ridursi. Solo il Bayern sembra al momento non avere punti deboli, ma molto dipenderà dalla forma psico-fisica con cui ci si presenterà dagli ottavi in avanti. Febbraio, in tal senso è ancora lontano: poco male, d’altronde siamo in Italia, la patria del buon vino. Dove anche il pallone ha bisogno del giusto tempo per esaltare le sue qualità.

Marco Battistini

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