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Messi giocherà in Arabia? “Accordo raggiunto”. Ma il padre della Pulce nega tutto

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 9 mag – Affare fatto, cifre da capogiro assicurate: Lionel Messi giocherà in Arabia Saudita. Ma è davvero così? Il clamoroso scoop, se così possiamo sul serio definirlo, è dell’agenzia francese AFP, secondo cui l’affare tra la società Al-Hilal e il numero 10 argentino è di fatto concluso. Accordo raggiunto quindi, in base a quanto rivelato da una fonte saudita che intende mantenere l’anonimato. La Pulce avrebbe raggiunto l’intesa per un ingaggio stellare, come sempre accade quando di mezzo ci sono gli sceicchi, ma sulle cifre esatte permane ancora il mistero. Alcuni media sportivi provano però a indovinare il possibile ingaggo: si parla di un pluriennale da 400 milioni di euro a stagione. Non solo, oltre a Messi andrebbero a giocare in Arabia Saudita – dove già è sbarcato Cristiano Ronaldo – anche altri celebri calciatori, già compagni del fenomeno argentino al Barcellona, tra cui Sergio Busquets e Jordi Alba. Si parla inoltre di un’offerta, sempre del club Al-Hilal, per l’italiano Marco Verratti. Nel frattempo però, sul Mesi d’Arabia, è arrivata la secca smentita del padre della Pulce.

Messi in Arabia? Il padre nega: “Nessun accordo, basta voci infondate”

Non c’è assolutamente niente con nessun club per il prossimo anno – si legge in un comunicato diramato dal padre di Messi – la decisione non verrà mai presa prima che Lionel concluda il campionato con il PSG. Una volta finita la stagione sarà il momento di analizzare e vedere cosa c’è, e poi prendere una decisione”. E ancora: “Ci sono sempre voci e molti usano il nome di Lionel per guadagnare notorietà ma la verità è solo una e possiamo assicurare che non c’è nessuna intesa con nessuno, né verbale, né firmata, né concordata, e non ci sarà fino alla fine della stagione”. Il padre della Pulce sembra imbufalito: “Mi sembra una mancanza di rispetto nei confronti dei media a cui rispondono, che ci sia chi inganna consapevolmente e deliberatamente, senza fornire alcuna prova delle proprie affermazioni, e volendo trasformare in notizia qualsiasi voce malevola o che viene diretta da qualcuno in favore dei loro interessi, dovrebbero spiegare perché non contrastano l’informazione… Non vogliono che una verità rovini le loro ‘notizie'”, conclude il comunicato.

Alessandro Della Guglia

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