Roma, 10 lug – Quindicenne uccide il nonno colpendolo violentemente con una sedia e con un aspirapolvere, filma il tutto e poi mette il video su Whatsapp. È successo ieri pomeriggio a Bucchianico, piccolo comuni di cinquemila abitanti in provincia di Chieti. Il giovane soffriva di problemi psichici.

La dinamica

Prima il litigio con la nonna, che aveva rimproverato il nipote di passare troppo tempo sul cellulare, poi la violenza sul nonno. Quello che poteva essere una banale si è trasformata in tragedia. Il giovane, preda di un raptus di follia, avrebbe colpito il nonno di quasi ottant’anni inizialmente con un aspirapolvere, poi con una sedia, sferrandogli nel frattempo anche qualche calcio. Nei momenti di violenza il giovane si sarebbe ripreso con il cellulare, filmando la scena e pubblicando il tutto nel suo stato di Whatsapp.

Il nonno era stato inizialmente trasportato d’urgenza all’Ospedale di Pescara, ma è deceduto nella notte. Dopo l’aggressione, il ragazzo si è chiuso in camera in stato confusionale fino all’arrivo dei carabinieri. È stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato e al momento si trova al Policlinico di Chieti, dove è piantonato dai militari.

Il giovane soffre di disturbi psichici e proveniva da un ambiente familiare problematico, motivo per cui era stato affidato ai nonni. Inoltre, era seguito da tempo dai servizi sociali ed era in fase di completamento la pratica per inserirlo in una struttura riabilitativa.

Le prime reazioni

L’intero paese è adesso sotto shock. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Bucchianico, Carlo Tracanna: “È una tragedia immane, non doveva succedere. È una tragedia in tutti i sensi, quasi ci si sente impotenti e ci si pone la domanda: che cosa si doveva fare di più?”. Ha poi aggiunto: “Nel lato negativo, questa vicenda è un insegnamento che ci deve far riflettere sempre di più e cercare in tutte le maniere in questi casi di affrontare il problema prima che sfoci in una tragedia. La nonna veniva a parlare con me e qualsiasi cosa ci chiedeva eravamo sempre pronti ad affrontarla per esaudire le sue richieste. Dall’anno scorso non veniva”.

Anche il parroco, padre Germano Santone, ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla vicenda: “Questa situazione ci richiama alla responsabilità e all’attenzione reciproca con gli altri. È un episodio che genera dolore e un po’ anche impotenza davanti a una situazione del genere, dinanzi alla sofferenza che certamente anche questo ragazzo probabilmente vive, ha vissuto e vivrà”.

Michele Iozzino

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