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Milano, 17 nov – Il dramma della crisi economica legata all’inasprimento delle restrizioni e ai lockdown inizia nuovamente a palesarsi. Seguendo il tragico copione che gli italiani hanno già visto a marzo-aprile, sempre più famiglie si ritrovano in gravissime difficoltà economiche, tanto da non riuscire più a pagare l’affitto o a mettere un piatto in tavola per i propri figli. Lo testimoniano le cifre riportate dalla Caritas ambrosiana e diffuse oggi da Agi, secondo cui, nell’ultimo mese, (da metà ottobre a oggi) nella sola città di Milano si sarebbero aggiunte ben 672 famiglie alle liste dell’istituto di carità meneghino. Salgono così a 9mila i beneficiari dei servizi di assistenza che si erano già rilevati fondamentali durante il primo lockdown.

Un nuovo picco dopo il calo estivo

Cifre preoccupanti vengono riportate anche dal Fondo San Giuseppe, istituzione voluta dall’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Il Fondo ad oggi ha distribuito 3.067.500 euro – cifra che costituisce il 42% delle risorse raccolte (7.195.228 euro) – a 1.692 famiglie rimaste senza fonte di reddito a causa delle restrizioni. Dopo il calo estivo, ad ottobre si è registrato un nuovo picco e ha portato, in 30 giorni, all’erogazione di 489.500 euro a 228 persone in difficoltà. Stessa situazione riportata anche dal Fondo di assistenza diocesano, che al 22 ottobre aveva già distribuito 1.147.834 euro (dei 1.200.000 a disposizione) a sostegno dei pagamenti dell’affitto e delle utenze domestiche degli indigenti.

Sofferenza sociale

«Occorre guardare anche alla curva del malessere sociale che le restrizioni inevitabilmente creano e che purtroppo pagano, come abbiamo imparato nel primo lockdown, i lavoratori meno qualificati, con contratti più deboli o nessun contratto, in una parola i più poveri e meno tutelati –avverte Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana –. L’andamento delle richieste di aiuto ai servizi Caritas è solo un indice di questa sofferenza sociale».

Il peggio deve ancora arrivare

Per superare questo momento «avremo bisogno sempre di più dell’aiuto di tutti. Fortunatamente nuovi donatori si sono fatti avanti e mi auguro che continueranno a sostenerci anche nel corso del prossimo anno» nel momento in cui il governo toglierà le moratorie agli sfratti e ai licenziamenti «eliminando così gli argini che fino ad ora hanno permesso di contenere lo tsunami. Sarà quello il momento più difficile in cui insieme all’assistenza dovremo anche pensare alla ricostruzione».

Cristina Gauri

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