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Roma, 29 mag – Il 90% dei vaccinati non si riammala di Covid: è il risultato di uno studio dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che conclama la notevole efficacia dell’immunizzazione.

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“Il 90% dei vaccinati non si riammala di Covid”

“Dal monitoraggio effettuato su oltre 3mila operatori tra i 18 e i 75 anni che hanno ricevuto il vaccino” contro il Covid “emerge che assistiamo a un crollo delle infezioni. Parliamo di percentuali altissime: il 90% dei vaccinati, anche rientrando in contatto con il virus, non si è più riammalato. Mentre la restante percentuale non ha avuto nessuna conseguenza di rilievo”. Ad annunciarlo è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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“Anticorpi durano nel tempo”

“Un altro aspetto che ritengo importante dello studio – sottolinea D’Amato – riguarda il perdurare degli anticorpi: anche diminuendo nel tempo, mettono in luce gli autori, continuano ad avere ‘memoria’ del virus e a rispondere positivamente“. “Questi dati sono fondamentali e importantissimi – evidenzia l’assessore – in questa campagna vaccinale che, come vediamo, funziona e sta dando ottimi risultati e la scienza lo dimostra. Gli sforzi di tutti sono determinanti, la fiducia si costruisce lavorando insieme per sconfiggere il virus e riprenderci la nostra quotidianità con serenità”.

Ieri nuovo record giornaliero di vaccinati: oltre 563mila

Intanto ieri la campagna vaccinale ha segnato un nuovo record giornaliero di somministrazioni. Secondo i dati della struttura commissariale per l’emergenza, infatti, sono state inoculate oltre 563mila dosi. Il dato non è ancora definitivo e sicuramente crescerà ancora un po’, ma è già superiore al picco di oltre 556mila somministrazioni toccato venerdì 21 maggio. Nell’ultima settimana le somministrazioni sono state complessivamente oltre tre milioni e mezzo, per una media quotidiana di poco superiore al mezzo milione. Procede spedita dunque la campagna vaccinale e – dosi permettendo – dal 3 giugno, come annunciato dal commissario Figliuolo, la somministrazione sarà aperta a tutti, senza fasce d’età.

Ludovica Colli

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5 Commenti

  1. “Non si riammala”, cioè?
    Si era già ammalato prima dell’iniezione del siero?
    Per verificare che non si è riammalato cosa hanno fatto?
    Gli hanno fatto inalare il virus?
    Se sì, quale virus, dal momento che non se ne conosce nemmeno una copia isolata (vedi la banca mondiale GISAID dove sono conservate le sequenze di tutti i batteri e virus conosciuti tranne il Sars-Cov2)?
    Chi garantisce che si sarebbero ammalati senza il siero vista l’incidenza della malattia allo 0,0..% sulla popolazione?
    Perché lo chiamate vaccino, dal momento che non protegge dall’infezione, né dalla diffusione della stessa (vedi scheda tecnica dei vari sieri sul sito EMA, AIFA o qui: https://www.pro-memoria.info/summary-of-characteristics-of-pfizer-moderna-astrazeneca-and-janssen-products-ema-documents/
    Almeno per rispetto delle medie intelligenze non contagiate siate corretti nella terminologia adoperata.
    Intanto questo è il tributo “involontario” che le vittime stanno pagando (e sono solo i dati europei) aggiornato al 22 maggio 2021: https://www.pro-memoria.info/12-184-morti-1-196-190-lesioni-database-europeo-delle-reazioni-avverse-ai-farmaci-per-i-vaccini-covid-19/)

    • Osservazioni precise e sacrosante che smontano un articolo inutile, anzi dannoso perché da visibilità ad uno studio privo di senso e di valore scientifico.

    • Allora i miei colleghi che se lo sono preso proprio col vaccino? ah, forse sono il restante 10%… peccato che siano di più.. forse il covid non ha letto il sondaggio

  2. Addio Primato, pubblicare quello che non è dimostrabile in alcun modo scientifico (come sarebbe possibile dimostrare che questo 90 percento sia venuto a contatto???) vuol dire stare dalla parte né dell’Italia né degli Italiani.

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