Roma, 31 mag — Donne, pardon, «persone con utero», segnatevi la data: il 17-18-19 giugno va in scena a Milano il Festival del ciclo mestruale, organizzato dalle associazioni Errante e Promise e Studio But Maybe, sullo spunto del podcast Eva in Rosso. 

Festival del ciclo mestruale: per «normalizzare» il cosiddetto «marchese» 

Scopo dell’evento, fa sapere la sezione «about» del sito, è quello di creare «l’occasione in cui far dialogare diverse figure che si occupano di divulgazione mestruale». Il tutto secondo il paradigma della «normalizzazione» che costringe a parlare di aspetti poco piacevoli dell’esistenza per «dare visibilità», per «accrescere la consapevolezza»; ottenendo il risultato di nauseare tutti quanti con visioni sublimi di coppe mestruali traboccanti materiale ematico (per l’amore del cielo, siamo pure a giugno), assorbenti usati, macchie sui pantaloni. Ma loro assicurano: «È un evento dove ci si può informare, confrontare e divertire! Lo faremo attraverso una serie di talk, workshop, spettacoli, concerti, stand-up comedy, live e dj set». L’uso dell’italiano è severamente bandito.

Che po’ po’ di programma

E, di grazia, di cosa si parlerà mai al festival del marchese? Di «endometriosi» (condizione medica serissima che forse meriterebbe un dibattito in ambiente più dignitoso), disturbo disforico premestruale (cioè quelle fluttuazioni umorali per cui gli amici o il fidanzato ti chiedono se «ti devono arrivare»), l’immancabile Tampon Tax, il menarca (che andrebbe trattato nelle ore di educazione sessuale nelle scuole), salute e igiene mestruale, impatto ambientale, discriminazione di genere e conflitti, e dulcis in fundo, la transfobia.

Anche gli uomini sgocciolano

Sì perché — vi rinfreschiamo la memoria nel caso non foste riusciti (anzi, riuscitə) a tenere il passo con l’elenco di idiozie sfornate dal pensiero unico — anche gli uomini trans possono mestruare. «Uomini» qui intesi come donne che si sentono uomini e per questo motivo si fanno mutilare i seni, si avvelenano di testosterone per farsi crescere la barba e rimodulare la voce, ma si tengono l’utero, e quindi mestruano. E in virtù di questo, per non scontentare questo zero virgola zero di popolazione con seri problemi mentali, la parola «donna» in alcuni Paesi come l’Inghilterra è stata bandita: si preferisce usare «persona con utero» o «persona che mestrua». A questo proposito segnaliamo il seminario all’interno del Festival delle mestruazioni dal titolo: Anche gli uomini sgocciolano.

Insomma, complimenti vivissime alle femministe: l’unica categoria ideologica che riesce a fabbricare una narrazione al limite dell’epico sulle proprie funzioni corporali. E’ come se qualcuno domani si svegliasse e organizzasse il Festival della m*rda.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Cristina sono assolutamente d’accordo con te. Vedi fra l’altro tutte le pubblicità assurde ed oscene tipo la signora sil water.

  2. Chi ha ridotto i miserandi ad avere solo quello… ?! Da evacuare subito… come rifiuto tossico, nocivo altamente indegno, infame!

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