Roma, 25 ott — Sono scattate le manette per il «misterioso» piromane che nelle notti tra il 16 e il 17 ottobre e tra il 19 e il 20 aveva incendiato veicoli, cassonetti e mezzi a due ruote, creando grande scompiglio e rabbia tra i residenti del quartiere Esquilino. L’uomo, incastrato dalle immagini delle telecamere acquisite dagli inquirenti, è risultato essere un immigrato del Togo di 26 anni, già colpito in precedenza da un decreto di espulsione dal territorio nazionale, mai andato a buon fine. Lo riporta Il Messaggero.



Piromane africano incastrato da un paio di ciabatte

A inchiodare il piromane è stato il bizzarro particolare delle ciabatte — con una striscia nera e argentata — immortalate dalla videosorveglianza mentre l’uomo appiccava il fuoco ad automobili, cassonetti e file di moto e bici parcheggiate tra Piazza Manfredo Fanti, via Carlo Cattaneo e Via Filippo Turati. Sullo straniero grava ora l’accusa di incendio doloso. 

I Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Dante hanno ricostruito i movimenti e i misfatti del piromane raccogliendo numerosi indizi di colpevolezza a suo carico: sono tre gli incendi, tutti di natura dolosa, appiccati rispettivamente ad un cumulo di rifiuti e masserizie collocate lungo una facciata di un condominio, un’autovettura, una fila di scooter e, infine, ad alcuni cassonetti dell’immondizia.

L’arresto

A dare una svolta alle investigazioni è stato l’ennesimo vandalismo compiuto dal piromane di origine africana nella notte in Piazza Manfredo Fanti, tra il 19 e il 20 ottobre: in quell’occasione i Carabinieri, intervenuti in seguito all’ennesima chiamata dei residenti, si erano ritrovati a dover indagare su di un «danneggiamento seriale» di nove autovetture, a cui erano stati distrutti i lunotti posteriori mediante l’utilizzo di una «mazza».

I militari, raccogliendo le testimonianze di alcuni testimoni, avevano ricostruito un identikit perfettamente identico a quello del piromane individuato attraverso le immagini delle telecamere. A incastrarlo è stata proprio la peculiare descrizione delle ciabatte con le quali era solito girovagare per l’Esquilino in cerca di mezzi di trasporto da vandalizzare. I carabinieri lo hanno quindi rintracciato, perquisito e arrestato. Per l’immigrato si sono spalancate le porte del carcere di Rebibbia, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria dopo la convalida del fermo eseguito d’iniziativa dai Carabinieri. Con grandissima gioia dei residenti dell’Esquilino.

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Cristina Gauri

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