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lederhosenBolzano, 1 giu – Ha veramente del surreale la vicenda accaduta a Ora, comune in provincia di Bolzano. Due ragazzi sudtirolesi, infatti, sono stati minacciati, derisi e aggrediti verbalmente perché indossavano i Lederhosen, i tradizionali pantaloni corti di cuoio con bretelle diffusi in Baviera, Austria, Svizzera e Trentino-Alto Adige.

L’episodio sarebbe avvenuto durante una festa nel paese della Bassa Atesina ai danni di due giovani di Caldaro. Ma ecco come ha commentato Roland Lang, capo del Suedtiroler Heimatbund: “Indossavano i costumi tipici e sono stati presi in giro pesantemente da alcuni ragazzi di origine africana che parlavano un italiano stentato. Si è evitato il pestaggio solo perché i provocatori erano una netta minoranza dei presenti. L’avanzata di CasaPound a Bolzano e gli episodi di neonazismo in val Passiria lanciano segnali sinistri. Non possiamo rischiare di arrivare alle minacce di morte e chiediamo vengano presi provvedimenti esemplari contro qualsiasi tipo di discriminazione”.

Sì, avete letto bene: degli africani prendono di petto due ragazzi e la colpa è di CasaPound, che nella zona ora è nell’occhio del ciclone in seguito all’elezione in consiglio comunale di Andrea Bonazza, responsabile locale di Cpi. All’esponente della tartaruga frecciata vengono mosse in modo abbastanza fantasioso varie accuse, fra cui quella immancabile di razzismo. Come questo si concili con le aggressioni degli africani ai simboli identitari europeo è però un mistero che solo le raffinatissime menti del revanscismo sudtirolese possono aiutarci a decifrare.

Roberto Derta

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5 Commenti

  1. ma sti heimatbund non sono neonazisti?
    facciano lavorare i negri, li assumano in regione e così voteranno sudtiroler e diventeranno nazisti pure loro.

  2. buona vita a chi ha il coraggio della speranza
    viva Casa Pound
    (che mi guarda da un mega poster alle mie spalle)

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