Roma, 6 ott – L’organizzazione Lgbt Mermaids era già stata coinvolta nello scandalo della Tavistock, clinica degli orrori londinese per la transizione di genere, perché i suoi membri esercitavano “un’influenza su medici e clinici, a volte dettando le aspettative di cura dei pazienti”, spesso bambini e ragazzini solo confusi o con disturbi dello spettro autistico. David Bell, ex dirigente della Tavistock, aveva attribuito una pesante responsabilità alla Mermaids: in concerto con un’altra organizzazione Lgbt, la Stonewall, usava i corpi di bambine e bambini per i propri scopi politici. “Mermaids dice sempre ai genitori che è una questione di vita o di morte. ‘Preferiresti un ragazzo vivo o una ragazza morta?’: la narrazione di Mermaids è ovunque”, così l’organizzazione Lgbt promuoveva la sua narrazione durante le riunioni con i genitori dei bambini in cura alla Tavistock.

Un amministratore della Mermaids ha partecipato a un gruppo di sostegno per pedofili

Nei giorni scorsi, un altro scandalo si è abbattuto sulla Mermaids: Jacob Breslow, amministratore dell’organizzazione e professore associato per le tematiche gender alla London School of Economics, partecipò a un gruppo di sostegno per pedofili, il B4U-ACT, nel 2011. Questo gruppo ha l’obiettivo di promuovere il diritto di vivere “in verità e dignità” dei pedofili. Durante quell’incontro, Breslow utilizzò l’espressione “persone attratte da minori” invece di pedofili. La London School of Economics sta ora valutando i rapporti tra il professore e il gruppo di sostegno ai pedofili. Dopo l’ennesimo scandalo, l’organizzazione Lgbt, invece, ha chiesto le dimissioni di Jacob Breslow, e ha dichiarato: “Mermaids è stata informata della partecipazione passata del dottor Breslow a un incontro che è completamente in contrasto con i nostri valori”. Lo stesso giorno, Breslow ha rassegnato le proprie dimissioni.

La normalizzazione della pedofilia

In un precedente articolo, avevamo già documentato una tendenza in atto negli ultimi anni che poggia le basi nel ’68 francese e nel libro “Elementi di critica omosessuale” del teorico Lgbt Mario Mieli: la normalizzazione della pedofilia, la quale ora viene presentata come “orientamento sessuale”, e dei pedofili, definiti “persone attratte da minori”. Il cosiddetto politicamente corretto progressista alzerà sempre di più la voce con l’obiettivo di distinguere i cosiddetti “pedofili virtuosi”, le persone attratte da minori, da quelli che abusano dei bambini, come se questa ripartizione fosse suffragata da una teoria scientifica che ne identifica il confine.

Francesca Totolo

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