Ancona, 14 nov – Recita di Natale? No, grazie. Potrebbe urtare alcune “sensibilità”. Siamo alla scuola dell’infanzia Gianni Rodari di via Torino a Moie, che educa bimbi dai 3 ai 5 anni. Per loro niente palcoscenico o recita a Natale, cattolici e non, per non  “urtare” nessuno.

La protesta dei genitori

Nella scuola infatti vi sono anche un 10% di bambini stranieri e non di fede cristiana, per cui la tradizionale recita di Natale potrebbe risultare offensiva nei confronti delle loro usanze. «I nostri bambini non potranno fare la recita di Natale perché discriminatorio nei confronti dei bimbi non cattolici, ma vi sembra normale?» protestano i genitori. L’annullamento dello spettacolo di Natale dei bimbi, ormai tradizione per tutte le famiglie, ha suscitato perplessità anche nel sindaco Tiziano Consoli.

I precedenti

Dovremmo essere abituati ormai a questo genere di decisioni: ricordate che un anno fa, a Terni, avvenne una cosa molto simile? La dirigente scolastica decise, per paura di urtare le sensibilità religiose degli immigrati, musulmani in particolare, di sospenderla. A sollevare la polemica politica, per prima, fu l’assessore comunale alla Scuola, Valeria Alessandrini, della Lega. Nell’istituto era in programma, come consuetudine nel periodo pre-natalizio, un’iniziativa legata alla messa in scena di quadri viventi con protagonisti i bambini sulla nascita di Gesù. Ma dato che la scuola era frequentata anche da bambini non cristiani, la dirigente della primaria del centro di Terni pensò bene di annullare tutto. “Mi auguro – ha sottolineato l’assessore – che ci sia un ripensamento in considerazione del rispetto di quei valori cristiani che fanno parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale. Rispettare chi professa altre religioni non significa dover rinunciare per forza a riconoscere le nostre radici, anzi”.

No al Natale, sì al gender

Probabilmente chi sostiene questo genere di iniziative apre di buon grado all’insegnamento genere che, invece, non pare offendere nessuno, né musulmani né cristiani. A Bergamo, ad esempio, si è tenuto in una scuola elementare un “corso di educazione affettiva per bambini delle elementari” che, in realtà, si legge “lezioni di teoria gender e pratiche sessuali“. Un progetto presentato a gennaio all’Istituto Comprensivo “Gabriele Camozzi” di Bergamo dall’esperta in educazione sessuale F. B. di un noto consultorio familiare diocesano orobico. E si tratta di una recidiva: già nel 2018, all’Istituto Comprensivo “Alda Merini” Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, F.B. aveva presentato ai genitori il medesimo progetto. Il corso era stato “venduto” come «un percorso incentrato sull’affettività dei bambini. Al termine della prima lezione i genitori notarono delle reazioni di disagio e imbarazzo nei propri bambini, di età compresa tra i 9 e i 10 anni, scoprendo che in classe si era parlato di sesso orale, masturbazione, uso del preservativo per evitare il concepimento, identità di genere, omosessualità. In particolar modo le spiegazioni su cosa fosse il sesso orale avevano provocato un grande malessere nei piccoli. Però, mi raccomando: saranno le recite di Natale a mandare i nostri figli “all’inferno” ….

Ilaria Paoletti

2 Commenti

  1. SVERGOGLIO è un antipapa. Questo perché dovrebbe gridare ai quattro venti! Con tutti il fiato che ha in corpo! Che: “chiunque scandalizza uno di questi piccoli, sarebbe meglio per LUI che si legasse una macina al collo e si gettasse in mare”! E invece FA’ e DICE TUTTO IL CONTRARIO!

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