Firenze, 14 feb — Degrado infinito e crimini alle stelle nell’inclusiva Firenze dell’amministrazione Nardella: a farne le spese sono principalmente le donne, molestate, picchiate e rapinate, la maggior parte delle volte per mano di extracomunitari che in Italia non dovrebbero nemmeno stare. E’ il caso del tunisino 26enne fermato oggi dalla polizia del capoluogo toscano, ritenuto responsabile di almeno due rapine violente, in via dei Pilastri e in via Gino Capponi. Lo riporta La Nazione.

Tunisino picchia e deruba due donne in 24 ore

L’immigrato è ora sottoposto a fermo, accusato di avere rapinato, picchiandola, una 22enne spagnola. Il crimine è avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 febbraio. Il tunisino l’avrebbe prima afferrata per i capelli, costringendola a sedersi sul marciapiedi. Poi le avrebbe strappato la borsa. Lo stesso straniero sarebbe inoltre sospettato di essere l’autore di un’altra rapina, avvenuta la notte prima: il fatto criminoso vede come vittima una 47enne, presa a pugni in pieno volto mentre rincasava, e derubata del cellulare. Il fatto è accaduto in via dei Pilastri, in centro, tra l’ospedale di Santa Maria Nuova e la Sinagoga. Il 26enne era sbarcato in Italia, a Lampedusa, circa sei mesi fa. La  squadra mobile lo ha bloccato stamattina in via Faenza, zona Fortezza da Basso.

Ma non è finita: soltanto una settimana fa, il 6 febbraio, un gambiano è finito in carcere per avere rapinato e massacrato, rompendole naso e denti, una donna di 65 anni. L’ha colpita con una furia bestiale per sottrarle la borsa, massacrandole il volto e lasciandola in una pozza di sangue in pieno centro a Firenze: il 2 febbraio scorso era stato denunciato per un’aggressione simile a un’altra donna e nel marzo 2017 era stato arrestato per tentato omicidio in provincia di Isernia. Ma chissà per quale motivo l’immigrato si trovava a piede libero.

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. ci sarebbe tanto da dire…
    ma ormai è inutile:
    donne,chiesa,sinistra e buonisti imbecilli HANNO VOLUTO la demolizione della funzione punitiva e repressiva della giustizia,
    prima…
    e l’invasione incontrollata di tutta la feccia del pianeta
    in quello che era l’ex bel paese,
    poi.

    adesso i problemi cercati sin dagli anni 90
    – con la prima regolarizzazione di centinaia di migliaia di clandestini,anzichè buttarli fuori dal nostro paese perchè irregolari –
    stanno ovviamente esplodendo,visto che sono sempre di più e ormai si sono riprodotti qui come un cancro,con immigrati di seconda generazione nati qui:
    immigrati di seconda che – tanto per essere chiari –
    rappresentano almeno il 99%
    della criminalità giovanile e delle baby gang,gente di
    di cui non ci liberiamo più:
    e di quel poco che avevamo di buono in questo paese…
    il nostro stile di vita rilassato e tranquillo,
    NON RESTERA’ NIENTE:
    l’imbecillità dei nostri governanti e il buonismo suicida di quasi tutti gli italiani
    ha distrutto tutto.

  2. Senza la droga (“immigrata” terribile da tempo), questi non oserebbero neppure ma vai a farglielo capire… ai progressisti, passati dalla droga in guerra per vincere alla droga in pace per vincere ancora da… infami vigliacchi.

  3. Ma sta diventando la normalità, non fa più notizia ! torneremo barbari grazie all’integrazione che l’immigrazione porta con sé. Del resto gli invasori sono più forti, più prepotenti di noi e saranno presto anche più numerosi. il risultato non può che essere: Tutti uguali, ma a loro. Saremmo in tempo a ribellarci? forse si, basterebbe scaraventare fuori il ministro dell’interno.

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