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Milano, 18 nov – Lo schema di integrazione e coesistenza proposto da Beppe Sala e sbandierato come il fiore all’occhiello dell’amministrazione meneghina non ha un difetto che sia uno: parliamo del modello, chiaramente, perché nella pratica la situazione è un tantino differente. Basta spostarsi gradualmente dal centro, infatti, perché il cosiddetto “modello Milano” perda consistenza fino a lasciare posto a realtà da favelas. Prostituzione, spaccio, accampamenti abusivi, distese di minimarket, zone dove la parola “Italia” sembra stata cancellata dal dizionario.



Il macello di via Maspero

Come in via Maspero, per esempio, dove qualche giorno fa alcuni residenti hanno fotografato da un terrazzo una scena raccapricciante. La foto mostra il cortile sottostante, precisamente nella zona destinata alla raccolta differenziata dei rifiuti, dove quattro uomini sanno macellando una bestia di non si sa quale specie: in mezzo ai rifiuti, coi piedi in una pozza di sangue, due di loro stanno smembrando a tocchi la carcassa, posta per terra su dei cartoni. Chissà poi che fine farà quella carne: se verrà esposta in qualche mercato o cucinata in uno dei numerosissimi ristoranti “etnici” della zona, finendo magari nel piatto di qualche ultrà delle culture allogene. (Oh, l’ironia).

La segnalazione

Il fatto è stato segnalato a Francesco Rocca, consigliere Municipio 4 e presidente Commissione Sicurezza e Verde per Fratelli d’Italia, che ha provveduto immediatamente a diffondere l’evidenza fotografica sui social: “Il cortile di un condominio, è utilizzato come macelleria. Ci troviamo a 10 minuti da piazza Duomo, poco distanti dal centro storico ma lontani anni luce dal “Modello Milano” tanto osannato dalla Sinistra e da alcuni media amici del PD. Ringrazio i Residenti che hanno segnalato il problema; non possiamo più tollerare queste situazioni di estremo degrado nella nostra Città”.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. E’ un destino che e’ riservato a tutti coloro che sono nati europei, inutile nascondere la testa nella sabbia, si puo’ solo scegliere il metodo di sgozzamento tra halal o cascer.

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