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Roma, 10 gen – E’ stata la nave Ong tedesca Sea Watch 3 ad aprire l’anno in bellezza, raccogliendo in tre missioni più di 100 immigrati. Per la precisione, 119. E’ ritornata nel Mediterraneo con il vento in poppa, dopo la fine del fermo amministrativo che l’aveva colpita per alcuni mesi per aver violato le acque nazionali e aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, sotto la guida di Carola Rackete.   

Con la prima operazione, avvenuta nella giornata di giovedì, la nave Ong ha recuperato 60 immigrati da un barcone in avaria poco distante dalle coste libiche. Nelle ore successive la Sea Watch ha compiuto un secondo recupero di 17 persone. Questa mattina, come ha fatto sapere l’organizzazione tedesca a mezzo Twitter, altre 42 persone sono state raccolte in acque maltesi. “Alle 4 del mattino la SeaWatch3 – si legge nel tweet – ha soccorso altre 42 persone in zona Sar Maltese. L’imbarcazione su cui viaggiavano era stata segnalata ieri pomeriggio ma le autorità maltesi si sono rifiutate di intervenire. Le persone a bordo correvano un serio rischio di ipotermia”. Siamo quindi a quota 119 clandestini a bordo dell’imbarcazione, ma non è escluso che ne verranno “salvati” altri nei prossimi giorni.

Le cifre di questo 2020 appena iniziato iniziano già a preoccupare. Sono già 228 gli immigrati approdati illegalmente sulle nostre coste dall’inizio dell’anno, ma il bel tempo di questi ultimi giorni potrebbe favorire altri sbarchi dalla Libia. Il numero è quindi destinato ad aumentare già dalle prossime ore. Non depone a favore nemmeno il confronto con il numero di clandestini sbarcato nello stesso arco di tempo nel 2019: nei primi dieci giorni dell’anno scorso, infatti, erano arrivate in Italia 57 persone. Il trend di aumento degli sbarchi si conferma anche ora. Intanto, oltre alla Sea Watch 3, anche altre navi Ong sono in viaggio verso il tratto di mare interessato maggiormente da flussi migratori.

Cristina Gauri

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