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Catania, 10 gen – I “casi” della vita; un uomo, irreperibile dal dicembre 2015 e accusato di associazione per delinquere finalizzata ai delitti contro il patrimonio, rapina in concorso, sequestro di persona, porto abusivo di armi in luogo pubblico, furto con strappo, detenzione e spaccio di droga ha pensato bene di entrare in un commissariato, a Catania, per “chiedere informazioni”.

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Ai confini della realtà

Il malcapitato protagonista di questo episodio “ai confini della realtà” è un 24enne, che secondo Sky Tg risponde alle iniziali di G. B., originario di Adrano, comune in provincia di Catania. Pur essendo ricercato dal 2015 con le “accuse di associazione per delinquere finalizzata ai delitti contro il patrimonio, rapina in concorso, sequestro di persona, porto abusivo di armi in luogo pubblico, furto con strappo, detenzione e spaccio di droga” ha avuto la geniale pensata di presentarsi in commissariato per chiedere informazioni. Una volta riconosciuto dagli agenti di polizia il ventiquattrenne è stato tratto in arresto.

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Già arrestato nel 2013

L’uomo era stato stato già arrestato nel 2013 per rapina aggravata in concorso e in flagranza di reato. Il ragazzo risultava irreperibile ormai dal dicembre 2015, data in cui fu data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti emessa dalla Procura etnea. Insieme a lui, altre 28 persone ricevettero questa ordinanza, scaturita dalle conclusioni di una indagine che aveva smascherato di tre associazioni criminali che agivano tra Adrano e i comuni limitrofi.

Ilaria Paoletti

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