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Genova, 26 mar – E’ cautamente entusiasta Matteo Bassetti nel commentare l’esito dei primi giorni di utilizzo degli anticorpi monoclonali al San Martino di Genova. «Siamo arrivati a 9 soggetti trattati al San Martino con gli anticorpi monoclonali in meno di una settimana. Stanno tutti bene e, per il momento, sono tutti a casa loro. La sensazione nella pratica clinica è che funzionino davvero bene», spiega il primario del reparto di Malattie infettive.

Gli anticorpi monoclonali sembrano funzionare bene

«La situazione ospedaliera è tranquilla – continua Bassetti sulla propria pagina Facebook – come sempre durante questa terza ondata in Liguria, che oggi si potrebbe definire un’ondina». La rivoluzione degli anticorpi monoclonali è partita questa settimana. Le partite dei farmaci che verranno utilizzati nelle prime fasi del Covid-19 per scongiurare lo sviluppo di forme più virulente della malattia hanno raggiunto gli hub di stoccaggio di ogni Regione. La priorità assoluta sarà dei pazienti a rischio, vale a dire anziani e con patologie pregresse che potrebbero predisporli al peggioramento.

Quali farmaci verranno utilizzati

Approvati dall’Aifa il 3 febbraio e autorizzati in Italia con un decreto d’emergenza firmato dal ministro della Salute Speranza, saranno somministrati anche senza il via libera a livello europeo dall’agenzia Ema. Sono due i monoclonali autorizzati: la combinazione di Eli Lilly e Regeneron, prodotto da Roche, quest’ultimo famoso per aver guarito l’ex presidente Usa Trump.

«Contiamo di arrivare, a regime, fino a 10-15 trattamenti al giorno, se ce ne fosse bisogno. I trattamenti, per questa settimana, sono 75 per la Liguria. In questo momento, dunque, il farmaco non manca e questo è un dato positivo. I monoclonali sono disponibili in tutte le Regioni, poi dipende da com’è l’organizzazione delle singole aziende ospedaliere», aveva precisato Bassetti.

Come si somministrano gli anticorpi monoclonali

La terapia a base di anticorpi monoclonali deve essere somministrata durante la fase precoce dell’infezione, entro 72 ore dalla positività del tampone o entro dieci giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Come detti, i malati che potranno usufruirne sono pazienti sopra i 65 anni o con comorbilità, o soggetti a rischio di infezione particolarmente virulenta. I medici ospedalieri o i medici di medicina generale, si occuperanno della selezione dei pazienti. Verranno segnalati alle Asl in modo da indirizzarli ai centri specialistici ospedalieri. Il trattamento con anticorpi monoclonali è da somministrarsi i day hospital per garantire  una gestione tempestiva di eventuali reazioni avverse.

Cristina Gauri

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