Roma, 26 ago – La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid-19 dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ecco gli antinfiammatori

L’ipotesi di intervenire precocemente per spegnerla è stata oggetto di diversi studi e un ampio lavoro pubblicato su Lancet infectious diseases e riportato da ‘Il Corriere della Sera, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Gli autori – Giuseppe Remuzzi, Fredy Suter, Norberto Perico e Monica Cortinovis – hanno preso in esame tutti gli studi pubblicati su riviste scientifiche di valore, condotti tra il 2020 e il 2021 (inclusi due lavori dello stesso Istituto Mario Negri), su un totale di cinquemila pazienti, tra gruppi di studio e di controllo. Secondo quanto riportato dal quotidiano, per forme lievi e moderate di Covid i risultati sono di grande interesse rispetto all’efficacia dei Fans: accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%.

Meno ricoveri

Ma soprattutto i risultati del lavoro degli scienziati del Mario Negri e del Papa Giovanni XXIII ribaltano definitivamente un’ipotesi avanzata nei primi tempi della pandemia, secondo cui gli antinfiammatori non steroidei (e in particolare l’ibuprofene) potessero aumentare la suscettibilità all’infezione da Sars-CoV-2 e aggravare i sintomi di Covid. Se i contagi dovessero tornare a salire, prevede la ricerca, la terapia precoce con antinfiammatori (che è importante sia gestita dai medici di famiglia, per i possibili effetti collaterali e le interazioni con altri farmaci) potrebbe quindi scongiurare la pressione eccessiva sugli ospedali e di conseguenza anche i costi altissimi dei trattamenti, soprattutto in Terapia intensiva, uno degli aspetti più drammatici della pandemia. Inoltre, sempre secondo questo studio, la durata della malattia si accorcerebbe dell’80%. Sul tema è intervenuto anche Matteo Bassetti, che a Tgcom24 ha detto: “Se usati adeguatamente, gli antinfiammatori aiutano a ridurre l’infiammazione”. Con buona pace dei catastrofisti e anche di chi – come Repubblica – a marzo 2020 invitava i cittadini a non curarsi con gli antinfiammatori.

Sergio Filacchioni

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1 commento

  1. ………
    Pígliate na pastiglia, siente a me!
    Dint”o scuro na gatta
    Mastecanno na sarda
    Doce doce mme guarda
    Mme guarda, se struscia
    Miagola e fa
    Siente a me, vatte a cuccá!
    Siente a me, vatte a cuccá!
    ……

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