Roma, 26 ago – Guanciale o pancetta? Dal fascismo alla pasta, la frivola propaganda della sinistra riparte dalla carbonara, con una trovata di Enrico Letta.

Guanciale o pancetta? La stucchevole trovata di Letta

Stamani il segretario del Pd Enrico Letta ha condiviso sul suo profilo Twitter alcune immagini inerenti la campagna elettorale. Una di queste, però, è piuttosto scevra di significato politico, quanto mal costruita. Nell’immagine notiamo una sponda nera a destra, su cui è posizionata la scritta “Con la pancetta”, mentre a sinistra su sfondo rosso la scritta “Con il guanciale”. Come se il problema attuale dell’Italia fossero gli elettori e i politici di destra che – ipotetico quanto improbabile – optano per la pancetta nella carbonara al posto del guanciale. Altro dettaglio: l’hashtag #guancialetuttalavita, presente sotto il post del segretario dem, anche questo tentativo comunicativo piuttosto maldestro da parte di chi si occupa di gestire i social di Letta. Non c’è da stupirsi che la popolazione italiana sia ormai stanca e provata dalle trovate comunicative tutt’altro che geniali della sinistra.

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Dal fascismo alla pasta, ecco gli argomenti della sinistra

Abbiamo assistito, dopo la caduta dell’ultimo governo presieduto da Draghi, alla virulenta (quanto ormai scontata) propaganda elettorale della sinistra italiana, chiaramente condita dagli allarmismi per un possibile avvento di un governo dittatoriale e fascista in Italia. Oltre ai comodi e sempre gratuiti attacchi alla coalizione di centrodestra, sia da parte di alcuni giornali, sia da parte di alcuni politici del Pd, come il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il quale ha dichiarato a Bologna Today che “il fascismo è alle porte”, rimarcando il suo appoggio a Enrico Letta. Poche le eccezioni tra le figure appartenenti – in un modo o nell’altro – all’area della sinistra, consapevoli che incolpare la destra con un processo alle intenzioni è una strategia errata. Si vedano le uscite di Matteo Renzi e di Stefano Bonaccini. In ogni caso, l’unica certezza attuale è che non sarà la pasta di Letta a sconfiggere sul campo Salvini, Berlusconi e Meloni.

Gabriele Caramelli

 

 

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