Arezzo, 2 ott – Una donna aggredita a pugni da un immigrato di origini africane. E’ successo per l’ennesima volta, la terza nel giro di due settimane (ricordiamo i recenti casi di Lecco e Torino), in una città italiana. E chissà per quante volte questo copione è destinato a ripetersi.

Teatro della vicenda stavolta è Arezzo, per la precisione il sottopasso della stazione ferroviaria. Il solito cuor di leone iper palestrato arrivato coi barconi è stato catturato dalle telecamere mentre sferrava un fortissimo pugno a una ragazza, che stava percorrendo il passaggio per i giardini di Campo di Marte. L’impatto con il colpo le ha procurato la frattura del setto nasale. L’aggressore è un 35enne del Mali, già noto alle forze dell’ordine, che dopo la denuncia della giovane hanno identificato e rintracciato lo straniero.

La ragazza è stata giudicata guaribile dai medici del pronto soccorso con una prognosi di 18 giorni. Il maliano è stato denunciato per lesioni personali. L’Italia dei salotti buoni, così pronta a stracciarsi le vesti per difendere il diritto della Murgia ad essere sovrappeso o della Bellanova di vestirsi male senza che nessuno le sbeffeggi, non ha emesso un fiato per questi gravissimi, disgustosi episodi.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. La ragazza si sarà rifiutata di avere a che fare con un negro puzzone, avvinazzato e con la birra perennemente in mano. E lui l’ ha “punita” ! Bisogna ringraziare il partito pidiesse! La boldrina e compagnia cantando, che istruiscono i negracci a sentirsi alla pari, se non addirittura superiori, agli autoctoni. Così, il negraccio, in ossequio al piano Kalergi, ritiene che le donne Italiane non possano rifiutarsi di avere rapporti intimi, magari NON PROTETTI, con lui, e che lo devono persino ringraziare di cotanta “degnazione”! Se gli “itagliani” non cominceranno a rendere Pan per focaccia a questi scarafaggi, vuole proprio dire che meritano l’ estinzione! Questi squallidi, ributtanti episodi, non sono neppure l’ aperitivo! Di cio che ci aspetta!!!

  2. La cosa che mi sorprende è che per il rispetto della privacy viene ombreggiato il volto dell’aggressore.
    In altri tempi si distribuivano foto segnaletiche.

  3. E’ un’azione sistematica. Li prendono, li imbarcano e gli dicono d’andare ad agire così in giro per l’Italia. Quando lo capiranno, sarà troppo tardi.

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