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L’assistente alla persona è una figura professionale sempre più richiesta negli ultimi anni, in molteplici ambiti. Coloro che svolgono questo lavoro infatti sono spesso assunti da cooperative o direttamente dal Comune per fornire assistenza agli anziani, agli individui diversamente abili, nei centri per l’infanzia o in quelli per tossicodipendenti. Si tratta dunque di una professione piuttosto varia, che vanta molti sbocchi lavorativi.

Quello che però in molti non sanno è che per diventare assistente alla persona non è necessario seguire un percorso di studi universitario: non serve la laurea. È sufficiente infatti iscriversi ad un corso professionale per ottenere il riconoscimento necessario e poter lavorare nelle diverse strutture private o anche a domicilio dell’assistito. Si tratta quindi di una professione che merita di essere presa in considerazione, specialmente da coloro che desiderano trovare un impiego nel sociale.

Vediamo quali sono nello specifico le mansioni dell’assistente alla persona e quale percorso seguire per svolgere questa professione.

Cosa fa un assistente alla persona

L’assistente alla persona ha il compito di fornire supporto ed aiuto a coloro che versano in condizioni di disagio, svantaggio sociale o limitata autonomia. Deve dunque affiancare il paziente (che può essere un anziano, un bambino, una persona diversamente abile o con problemi di tossicodipendenza) e fornirgli l’assistenza di cui necessita non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.

Le mansioni dell’assistente alla persona possono dunque essere differenti a seconda dell’ambito in cui si trova ad operare. Questa figura però deve sempre essere munita di un grande livello di empatia e di competenze che gli permettano di rapportarsi con i pazienti a seconda della loro condizione specifica e di comprendere il loro disagio.

Come si diventa assistente alla persona

Come abbiamo accennato, per diventare assistente alla persona non è necessario essere in possesso di una laurea. È sufficiente seguire un corso specifico di media durata, che consente di apprendere tutte quelle competenze indispensabili per operare con le persone che si trovano in situazioni di svantaggio.

In Italia esistono alcuni istituti, come il CEF, che permettono di diventare assistente alla persona senza dover seguire personalmente le lezioni in aula. Grazie al metodo di formazione a distanza, ci si può organizzare come si preferisce e concludere il proprio percorso di studio in modo flessibile. Seguendo un corso specifico dunque è possibile avere tutte le carte in regola per svolgere questa professione, lavorando sia per le cooperative sociali che per il Comune ma anche, volendo, privatamente.

Sbocchi professionali

L’assistente alla persona può lavorare in molteplici ambiti: si tratta quindi di una professione che offre numerosi sbocchi ed è anche per questo che vale la pena prendere in considerazione questa opportunità. È infatti possibile trovare lavoro presso le seguenti strutture:

  • Case di riposo o case albergo

  • Centri per tossicodipendenti

  • Centri diurni per anziani

  • Case di cura private

  • Centri per la riabilitazione

  • Centri per l’infanzia

  • Case private (servizio a domicilio).

L’assunzione può avvenire direttamente da parte della struttura privata, da una cooperativa oppure dal Comune della propria città. È però possibile anche svolgere l’attività a domicilio, presso cittadini privati che necessitano di assistenza.

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