Roma, 7 feb – Nel suo discorso da bar sull’immigrazione pronunciato alla trasmissione di Fabio Fazio, a un certo punto Papa Francesco ha ricordato la necessità di un’integrazione dei migranti, facendo un preciso esempio: gli attentatori di Zaventem che, ha detto, erano nati in Belgio, ma erano stati «ghettizzati». Come a dire che, in fondo in fondo, le responsabilità di quella strage sono mezzo e mezzo. Loro hanno ucciso, ma il «razzismo sistemico» li ha armati. Il riferimento del Papa è agli attentati del 22 marzo 2016: 32 morti in totale per tre attacchi suicidi, due all’aeroporto di Bruxelles Zaventem, uno alla stazione Maelbeek della metropolitana. Ma davvero i terroristi entrati in azione quel giorno erano erano degli umiliati e offesi della società belga senza cuore?

Il Papa e quei terroristi “ghettizzati”. Ecco chi erano davvero

Tanto per cominciare, giova ricordare che il Belgio è probabilmente lo Stato più antirazzista al mondo. La sua legge fondamentale «contro il razzismo e la xenofobia» – la prima delle tante – risale addirittura al 1981. In questa e nelle successive norme, sono previste anche regole per «l’inclusione delle minoranze». Da allora, fiumi di denaro sono stati investiti in politiche per l’integrazione.

Ma parliamo proprio dei poveri «ghettizzati» in azione a Zaventem. Poveri proletari? Straccioni, reietti, esclusi dalla società? I fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui sono immigrati marocchini di terza generazione. Il padre era un macellaio la cui attività andava piuttosto bene. I due «appartengono alle nuove classi medie di origine magrebina», scrive lo studioso Farhad Khosrokhavar. Almeno Khalid aveva sicuramente fatto studi universitari in informatica. Nonostante tale contesto sociale, i due fratelli accumulano un corposo curriculum da criminali comuni. Nel 2014 avrebbero assassinato un pensionato scelto a casa, per strada, per vedere «che effetto fa uccidere un uomo».

Najim Laachraoui cresce in un quartiere borghese, frequenta una scuola cattolica, si iscrive a ingegneria, dove viene considerato uno studente di buon livello. Trova poi lavoro proprio all’aeroporto di Zaventem. Prima del suo arruolamento nella jihad, non ha mai avuto problemi con la giustizia. Suo fratello è stato campione europeo di Taekwondo.

Mohamed Abrini, attualmente a processo anche per gli attentanti di Parigi, è nato da genitori marocchini ma ha solo la nazionalità belga. Della sua infanzia dice: «Avevo tutto quello che volevo, così come i miei fratelli». Nonostante un percorso scolastico disastroso e una precoce iniziazione alla delinquenza comune, era riuscito ad aprire un negozio di sandwich che, come ha detto egli stesso durante gli interrogatori, gli faceva entrare in tasca anche 1000 euro al giorno. Soldi che, tuttavia, spendeva nei casinò di mezza Europa. Ha un fratello jihadista morto in Siria, ma anche un altro, «il cervello di famiglia», come lo definisce lui stesso, che ha fatto «brillanti studi».

Abdelhamid Abaaoud – che, pur già morto ai tempi degli attacchi di Zaventem, era di fatto il capo e l’organizzatore della cellula, – aveva frequentato la scuola molto esclusiva di Saint-Pierre. Suo padre, commerciante piuttosto facoltoso, gli aveva lasciato la gestione di una boutique al centro di Molenbeek, da lui ovviamente trascurata per condurre la sua vita sregolata prima della conversione.

Ma quali vittime

Tutti questi ragazzi hanno avuto delle chance. Avevano delle porte aperte di fronte a loro, in alcuni casi spalancate. Hanno scelto consapevolmente il terrorismo islamista. Si è trattato di una decisione lucida, chiara, esplicita. Non sono stati agiti, hanno agito. Non sono marionette del razzismo sistemico, sono attori. Non sono vittime, ma carnefici. E se hanno dei complici, costoro non vanno cercati tra gli europei cattivi che li hanno ghettizzati, ma tra quelli «buoni» che li hanno coccolati.

Adriano Scianca

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8 Commenti

  1. Mettiamoli negli hotel 4 e 5 stelle; meglio 5 stelle; sono quasi tutti chiusi, camere vuote, personale in cassa di integrazione, non è una bella soluzione? PAGA IL VATICANO !!!!

  2. Credo che di queste parole del signor Bergoglio, difficilmente si occuperanno siti ultrasinistrorsi (sedicenti “svelatori di fake news”,nonchè noti arrampicatori di specchi)come “bufale.net” et similia. Perchè le uniche notizie false sono per loro solo quelle che provengono dal fronte antiglobalista.
    La vera questione preoccupante è ,naturalmente, che un personaggio con un ruolo così importante(è il capo della Cristianità, non un parroco di paese…) vada in una trasmissione pubblica di grandi ascolti(sebbene quasi tutti di una stessa area)a seminare disinformazione, senza neanche porsi il problema di documentarsi un po’ meglio. Mi chiedo anche dove siano tutti quei progressisti che, in anni passati e con altri papi, invocavano di continuo la neutralità della Chiesa nel campo della politica nazionale del Paese(specie su determinate questioni etiche). ed ora pendono soddisfatti dalle parole di un papa che, nelle questioni del nostro Paese, si è intromesso insistentemente(come mai nessun altro prima di lui). Sarà che ora sta dalla parte “giusta” della barricata ?
    In ogni caso ,concordo con coloro che vedono in questa “provvidenziale” intervista di Bergoglio trasmessa nella trasmissione di riferimento del sinistrume chic, l’inizio della campagna elettorale del Pd in vista delle politiche del 2023.

  3. Piu’ di dieci anni fà ero in un supermercato e parlavo con 2 suore sui 50 anni dalla corporatura robusta, probabilmente dell’ est europa.Gli espressi i miei dubbi su questo papa e loro si guardarono e una disse “Ah, il massone” e l’altra annui’!
    Dentro la chiesa molti sanno bene chi è el papa ma devono obbedire in silenzio.Nei gesuiti di cui lui era a capo(capo da sempre definito “papa nero”)sembra che il cerimoniale iniziatico non si discosti molto da quello della massoneria e potrebbero essere parzialmente presenti all’ interno di questa organizzazione.E’ un fatto che molte delle classi dirigenti dell’ occidente siano stati a scuole gesuitiche.E el papa ha avuto gli elogi della massoneria ufficiale spagnola alcuni anni fà.
    Se el pamperos appartiene ad una società segreta, che in una vera democrazia non dovrebbe esistere,la sua fedeltà và a questa.In quel caso poichè loro venerano un vago “Grande architetto” dell’ universo che nulla ha di cristiano non sorprende che lui arrivi ad offendere Gesu’ nel commentare una parabola(c’è il video) “Gesu’ fa un po’ lo scemo” o che voglia demolire la famiglia nel dire “chi sono io per giudicare i gay”
    La cosa piu’ grave è quando dice che non c’è un Dio cristiano ma un Dio buono per tutte le religioni.Come se Allah che prevede la lapidazione della donna infedele sia il nostro Dio!Un Primate greco ortodosso lo ha definito eretico e apostata e non vi puo’ essere dubbio a tal riguardo

  4. Dai tre pamphlet: Bagatelle per un massacro 1937; La scuola dei cadaveri,1938; e La bella rogna 1941… ho estrapolato il pensiero di Celine sulla Chiesa. Buona lettura et riflessione…

    https://telegra.ph/I-DODICI-DELLA-SCIAGURA-12-20

    «Pulsate et aperietur vobis»! (Bussate e vi sarà aperto! Vangelo secondo Luca)

    “… La religione cattolica è stata attraverso tutta la nostra storia la grande ruffiana, la grande imbastardatrice delle razze nobile, la grande procacciatrice dei rognosi,(…) la rabbiosa contaminatrice”.
    “La religione cattolica fondata dai dodici ebrei avrà giocato fino in fondo tutto il suo ruolo quando saremo scomparsi, sotto i flutti della turbe enorme, del gigantesco lupanare asiatico che si prepara all’orizzonte.”
    (Celine Louis-Ferdinand 1941,”La bella Rogna”)
    By Manlio Amelio

  5. Ne ha detto di corbellerie questo signore come ad esempio quando disse che Gesù era un migrante e che in mare mediterraneo si muore perché i porti sono chiusi

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