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Roma, 19 mar – Dopo il via libera dell’Ema al vaccino AstraZeneca, il governo riavvia il piano vaccinale con l’obiettivo di recuperare il tempo perduto: si riparte oggi alle 15. L’Agenzia europea dei medicinali ieri ha garantito che “il siero anglo-svedese è sicuro, i benefici superano i rischi. Solo 25 casi di trombosi su 20 milioni di dosi“. In ogni caso, verrà aggiornato il foglietto illustrativo. Oggi saranno vaccinati il premier britannico Johnson e quello francese Castex. Ma Spagna, Norvegia e Svezia restano ancora in attesa. La Francia invece ha ripreso a vaccinare già ieri.

Vaccinazioni, si riparte oggi alle 15

In Italia l’orario è di ripartenza è alle 15 di oggi. Da quel momento in poi le regioni potranno riprendere a somministrare il vaccino AstraZeneca, fermato lunedì scorso in via cautelativa. Prima di ripartire è necessario modificare il foglietto illustrativo del siero e cambiare il modulo per il consenso informato, quello che si firma quando si entra nel centro vaccinale.

Lombardia, la Moratti assicura che il ritardo verrà recuperato in una settimana

La ripresa del piano vaccini vede le regioni muoversi in ordine sparso. Tra quelle che ripartono subito c’è la Lombardia. Confermato l’appuntamento per chi era stato convocato oggi a partire dalle 15. Verranno riprogrammate, invece, le prenotazioni di chi doveva fare il vaccino stamattina o comunque prima delle 15. Stessa sorte per le prenotazioni degli oltre 30mila lombardi che si sono visti cancellare la convocazione per via dello stop di lunedì scorso. L’assessore al Welfare Letizia Moratti tuttavia dice che il ritardo verrà recuperato nel giro di una settimana.

Lazio, da oggi a mezzanotte ripartono anche le prenotazioni online

Anche il Lazio riparte oggi alle 15. Lo schema è lo stesso della Lombardia: chi aveva appuntamento al mattino sarà riconvocato più in là mentre chi riceverà il vaccino oggi è stato avvertito tramite sms. “Da questa notte alla mezzanotte ripartono le prenotazioni online per gli over 72. Domani, sempre alla mezzanotte, sarà la volta della fascia 70-71 anni”, comunica ancora l’Unità di crisi della Regione Lazio. Alle 15 riprendono le vaccinazioni anche in Puglia. Dove, come spiega l’assessore alla Salute Pierluigi Lopalco, si ripartirà dalle forze dell’ordine per poi passare alle altre categorie previste per AstraZeneca, come il personale della scuola.

Ma ci sono regioni che ripartono domani o lunedì

Come detto però ci sono regioni che invece ripartiranno più avanti. Tra le motivazioni addotte per il ritardo nella ripresa delle vaccinazioni, evitare confusione sulla mezza giornata di oggi e il fatto che nei fine settimana il ritmo delle somministrazioni è comunque più basso. E’ il caso della Liguria dove il governatore Giovanni Toti dice che chi ha già la prenotazione a partire da lunedì 22 può presentarsi regolarmente all’appuntamento. E anche dell’Umbria, con il commissario all’emergenza Massimo D’Angelo che annuncia che la prossima settimana convocherà 1.600 persone. Proprio per evitare la complicazione della mezza giornata di oggi, che inciderebbe sulle prenotazioni dei giorni successivi, nelle Marche si ripartirà domani, dopo aver avvertito gli interessati.

Oltre 200mila somministrazioni da recuperare in almeno due settimane

Sono circa 200mila le somministrazioni da recuperare a causa dello stop cautelativo di AstraZeneca. I tempi necessari per recuperare il terreno perduto sarebbero nell’ordine di circa due settimane. Tuttavia questi dati potrebbero essere sottostimati, anche per via delle regioni che riprendono da domani o da lunedì. Il punto però è che, dopo lo stop e il clamore mediatico su eventuali rischi di trombosi, potrebbero esserci rinunce tra i cittadini che si erano prenotati per AstraZeneca.

Overbooking per evitare buchi e chi rinuncia finisce in fondo alla coda

Per fronteggiare questa eventualità, le regioni potranno ricorrere a due contromisure. La prima è quella dell’overbooking, ossia chiamare alla vaccinazione un numero di persone leggermente più alto rispetto alle dosi disponibili. In modo da rimpiazzare immediatamente le eventuali rinunce e rispettare la tabella di marcia delle somministrazioni. La seconda è quella dello scorrimento a fine lista per chi rinuncia, a partire già da oggi pomeriggio. Un deterrente a tutti gli effetti per dissuadere chi è indeciso sul vaccino anglo-svedese. La conferma arriva dall’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato: “Chi desidera fare un vaccino e non un altro si metterà in coda e non potrà pretendere di avere una priorità nelle vaccinazioni”.

Ema: “Escludiamo relazioni tra vaccino AstraZeneca e casi di trombosi”

E’ sicuro, efficace, i benefici sono superiori ai rischi ed escludiamo relazioni tra casi di trombosi” e la somministrazione, ha detto ieri la direttrice dell’Ema Emer Cooke. I casi di trombosi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca “sono inferiori” a quelli che avvengono tra la popolazione non vaccinata, ha affermato Sabien Straus, presidente del Prac (Commissione di farmacovigilanza). Tuttavia non può essere escluso al 100% un legame con i rari casi tromboembolici e perciò occorre avvertire di queste possibilità nel foglietto illustrativo, ha spiegato la Cooke.

Gelmini: “Ora serve una campagna di comunicazione per rafforzare il piano vaccini”

Ora serve una campagna di comunicazione per rafforzare il piano vaccinale e riprendere le somministrazioni a pieno regime“, scrive su Twitter Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie. La paura è che la gente ormai, nonostante tutto, non si fidi più del vaccino anglo-svedese.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Ma Johnson non aveva avuto il covid? Come mai lo vaccinano lo stesso? Fiala di fisiologica? Siamo alla truffa conclamata, manco si ricordano più le loro bugie…

  2. Almeno chi evita questi vaccini sperimentali potrà vederne gli effetti a medio termine sui vaccinati tra un paio di anni e non è escluso che avrà fatto una ottima scelta.Ho letto che vi è la possibilità anche di sviluppare malattie autoimmuni , casi in cui il nostro sistema immunitario non riesce a distinguere il nemico da combattere e per un eccsso di risposta si rivolge verso cellule sane del nostro corpo (es; lupus erimatoso sistemico che già e sospettato di essere anche causato da alcune vaccinazioni)

  3. Scusate, ma non si tratta di vaccino, ma di un SIERO. Dovrebbero chiamarlo passaporto sierologico, non vaccinale.

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