Bruxelles, 18 mar – Oggi l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) emetterà il verdetto sulla sicurezza del vaccino anti-Covid AstraZeneca, intanto la Ue è pronta a una nuova stretta sull’export dei vaccini verso il Regno Unito. Mentre si attende l’ok dell’Ema, forse condizionato ad avvertenze per soggetti a rischio, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato di voler “usare ogni strumento” per ottenere reciprocità e proporzionalità nelle esportazioni dei vaccini. Un chiaro messaggio alle aziende farmaceutiche che producono i sieri immunizzanti e ai governi dei loro Paesi.



Von der Leyen: “Serve reciprocità. Non sta tornando indietro nulla all’Ue”

“Siamo nella crisi del secolo, occorre accelerare” con le vaccinazioni, ribadisce la von der Leyen. Il punto è che dei 180 milioni di dosi pattuite entro giugno ne arriveranno solo 70 milioni. “Serve reciprocità. Non sta tornando indietro nulla all’Ue“, avverte la presidente della Commissione. “Se la situazione non cambierà” in tempi rapidi – è la minaccia – Bruxelles valuterà se collegare l’autorizzazione all’export al “livello di apertura” degli altri Paesi.

L’articolo 122 del Trattato Ue per bloccare l’export dei vaccini

“Tutte le opzioni sono sul tavolo. Dobbiamo garantire che gli europei siano vaccinati al più presto”, spiega la von der Leyen. Questo significa che tra le opzioni è disposta a ricorrere all’articolo 122 del Trattato della Ue, una clausola che permette l’introduzione di misure di emergenza – obblighi e divieti – nel caso di serie difficoltà nella fornitura di alcuni prodotti. In sostanza, permetterebbe alla Ue d bloccare l’export dei vaccini.

Oms: “Benefici superano rischi, continuare le vaccinazioni”

Oggi pomeriggio gli esperti dell’Ema daranno il loro parere sul siero della casa anglo-svedese dopo lo stop cautelativo alle somministrazioni in oltre 16 Paesi europei, Italia compresa, in seguito ai casi sospetti di trombo-embolia. Sono diversi gli elementi che lasciano presagire che il responso sarà positivo, magari a determinate condizioni. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “sta valutando con attenzione gli ultimi dati disponibili” ma “al momento valuta che i benefici del vaccino AstraZeneca superino i rischi e quindi raccomanda di continuare con le vaccinazioni“. Le segnalazioni mostrano anche che il sistema di sorveglianza funziona e che sono in atto controlli efficaci, aggiunge l’Oms.

Palù: “Ema probabilmente darà nota di avvertenza per le donne che prendono la pillola”

“Il rapporto rischi-benefici per il vaccino di Astrazeneca è nettamente a favore dei benefici. Ovviamente si può attendere la valutazione dell’Ema che, probabilmente, io mi aspetto, darà una nota di avvertenza perché se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, bisognerà studiarli. Soprattutto le donne che prendono la pillola, che è un farmaco pro-trombotico o che hanno difetti della coagulazione. Una maggiore attenzione, cioè, per questi soggetti. Aspettiamo però che ci sia questa valutazione”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e componente del nuovo Cts, Giorgio Palù, alla trasmissione Porta a Porta in onda ieri.

Gambacciani: “Nel Regno Unito unico effetto collaterale è stato ridurre di cento volte la mortalità per Covid”

Dal canto suo, il professor Marco Gambacciani della Società italiana menopausa precisa che “la pillola non aumenta il rischio di trombosi in maniera clinicamente rilevante in donne giovani che non hanno problemi di salute”. Ma soprattutto – spiega – “non si può dare per scontato che il vaccino AstraZeneca sia associato a episodi di trombosi, né si può dare per scontato che il vaccino determini ipercoagulabilità del sangue perché non è dimostrato da nessuna evidenza scientifica. E’ davvero dannoso generare confusione e paure“. Sulla sospensione della somministrazione l’esperto taglia corto: “Al momento l’unica evidenza che abbiamo è che nel Regno Unito l’unico effetto collaterale del vaccino è stato quello di ridurre di cento volte la mortalità per Covid“.

Garattini: “Aifa sbagliato a sospendere somministrazione, minando fiducia persone”

Certo, resta il fatto che ormai la “reputazione” del vaccino anglo-svedese è compromessa agli occhi dell’opinione pubblica. “L’Agenzia italiana del farmaco ha fatto un gran pasticcio comunicativo che mina gravemente la fiducia delle persone, con il rischio di compromettere la campagna di vaccinazione contro il Covid-19″. E’ il duro giudizio di Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. Ma l’errore più grave commesso dall’Aifa, sostiene l’esperto, è stato quello di “sospenderne la somministrazione. Sarebbe bastato interrompere quella dei lotti ‘sospetti’ e spiegare bene alla popolazione il perché di questa decisione. Invece l’Aifa è stata più drastica, senza un’adeguata comunicazione all’opinione pubblica. E’ normale che ora ci sia una grande sfiducia nei riguardi di questo vaccino”.

Il piano del governo: chi rinuncia al vaccino scorre a fine lista

Intanto il governo Draghi è pronto ad adottare ogni misura a disposizione per recuperare il tempo perduto (sempre se l’Ema darà l’ok alla ripresa delle vaccinazioni con AstraZeneca). Tra le ipotesi, il cosiddetto “overbooking“: chiamare più persone a fare il vaccino per ovviare a eventuali assenze. Anche perché ci vogliono almeno due settimane per recuperare il “buco” della sospensione del siero anglo-svedese. Altra soluzione, che suona come un deterrente per gli sfiduciati, chi rinuncia al vaccino scorre a fine lista. Sia nel caso che non si presenti ad un appuntamento già prenotato, sia nel caso non si prenoti prima della scadenza prevista per la propria categoria, in base a professione o fascia d’età. In sostanza significa che chi non si presenta o non fa domanda rischia di fare il vaccino tra almeno tre mesi.

Adolfo Spezzaferro

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