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Roma, 8 apr – L’Italia raccomanda il vaccino AstraZeneca agli over 60 e il piano vaccini subisce una nuova frenata. La decisione arriva dopo che ieri l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali ha ritenuto possibile un legame tra la somministrazione del vaccino anglo-svedese e casi estremamente rari di trombosi. “La posizione decisa dal ministro” della Salute Roberto Speranza “dopo un confronto è quella di raccomandare un uso preferenziale nei soggetti oltre i 60 anni di età. Al momento non ci sono elementi per non considerare la somministrazione di AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose di questo vaccino“. Così il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico e presidente del Consiglio superiore di sanità. Posizione ribadita con una circolare firmata nella notte dal direttore generale del ministero della Salute Gianni Rezza, e diramata a tutti gli organi competenti.

Il verdetto dell’Ema

Ieri l’Ema ha deciso di non sconsigliare la somministrazione del vaccino AstraZeneca per genere o fasce d’età (è approvato a partire dai 18 anni), ritenendo i possibili casi di trombosi associati statisticamente non rilevanti. “La valutazione fatta dal comitato di farmacovigilanza dell’Ema è che il nesso di causalità, per quanto non dimostrato definitivamente, è stato dichiarato plausibile”, chiarisce Locatelli. “Il meccanismo che sottende allo sviluppo di questi fenomeni oggi non è definitivamente chiarito. Ci sono ipotesi che fanno pensare a reazioni del sistema immunitario. Questi fenomeni sono molto rari, gli eventi osservati sono stati superiori all’aspettato fino all’età di 60 anni ma inferiori all’atteso nei soggetti sopra i 60 anni di età. La maggior parte di questi eventi trombotici si è avuta nei primi 14 giorni dopo la somministrazione di vaccino e si è osservata solo dopo la prima somministrazione. Il numero delle seconde dosi somministrato è troppo limitato per arrivare a conclusioni definitive”, conclude.

La circolare del ministero della Salute

La circolare del ministero della Salute dunque raccomanda un uso “preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”, tenuto conto del “basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da Covid-19”. Ma chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, nuovo nome del siero AstraZeneca, può completare il ciclo assumendo la seconda.

Ora il piano vaccini va riscritto

Salva dunque la seconda dose. Ci sono circa due milioni di dosi AstraZeneca a disposizione e oltre un milione e 200mila persone, tra docenti e forze dell’ordine, che attendono la seconda dose a maggio. Ma la restrizione della prima dose agli over 60 (e fino ai 79 anni) in qualche modo complica il piano vaccini, che va già a rilento. Da Palazzo Chigi intanto confermano l’obiettivo di 500mila vaccinati al giorno entro la fine di aprile, anche se ora la campagna va rimodulata. Il commissario straordinario Figliuolo assicura che la raccomandazione su AstraZeneca non avrà alcun impatto sulla tabella di marcia (qui i dati aggiornati).

C’è il rischio di non sapere a chi destinare milioni di dosi AstraZeneca

Tuttavia il problema c’è. A conti fatti, bisogna sostituire milioni di dosi di AstraZeneca destinate anche agli under 60 con Pfizer, Moderna e – quando arriverà – Johnson & Johnson. Il problema poi sarà quando una volta vaccinati tutti gli over 60, non ci saranno abbastanza dosi per tutti. E al contrario c’è il rischio che resteranno in frigo quelle di AstraZeneca. Nel terzo trimestre c’è il rischio che in base agli accordi sulle consegne avremo circa 20 milioni di dosi che non sapremo a chi destinare.

La rabbia dei governatori

Inoltre sul piano della comunicazione il pasticcio fatto – AstraZeneca non va bene agli anziani, va bene per tutti, ora va bene per gli under 60 – inciderà sulla sfiducia dei cittadini nei confronti del vaccino anglo-svedese. Saranno dunque inevitabili nuove rinunce da parte di chi è in coda per la somministrazione. Il governatore veneto Luca Zaia coglie il punto: “Raccomandate di usarlo per gli over 60? Non ci sarà mai nessun medico che si prenderà la responsabilità di vaccinare un 50enne con AstraZeneca!“. Il presidente della Puglia Michele Emiliano dal canto suo fa presente che “da noi circa una dose su due di AstraZeneca viene rifiutata. Con questo modo confuso di comunicare dell’Ema, andrà sempre peggio”. Insomma, è la conclusione del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, “rischiamo di avere vaccini che non riusciremo a inoculare, perché la gente non li vuole”.

Adolfo Spezzaferro

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