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Roma, 16 mar – La sospensione “in via precauzionale e temporanea” del vaccino AstraZeneca rischia di compromettere il piano vaccini appena varato: l’Italia infatti aspetta 40 milioni di dosi del siero anti-Covid entro settembre, ma il premier Draghi ha deciso lo stop in accordo con gli altri Paesi Ue. Italia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo infatti hanno deciso di sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca. Ora tutta Europa è in attesa di un pronunciamento – atteso per giovedì – dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. Che rassicura: “I benefici del vaccino superano sempre i rischi“. E così anche l’Oms, l’università di Oxford (che ha sviluppato il siero insieme all’azienda farmaceutica anglo-svedese) e il premier Boris Johnson, che insistono nel dire che non esistono controindicazioni.



Lo stop di AstraZeneca rallenta il piano vaccini del governo Draghi

Lo stop del vaccino deciso da Draghi pesa parecchio nel pacchetto prenotato dall’Italia. Soprattutto perché, a differenza delle consegne degli altri vaccini, quelle di AstraZeneca sono concentrate nella prima parte della campagna. Quei 40 milioni andrebbero consegnati tutti entro fine settembre, scadenza indicata dal governo per arrivare all’immunità di gregge. Pertanto un eventuale stop permanente della somministrazione peserebbe in modo grave sulla tabella di marcia. Sì, perché dei 7,5 milioni di dosi che aspettiamo entro fine marzo, 2,9 milioni sono proprio di AstraZeneca. Il parere di sicurezza di AstraZeneca dovrebbe arrivare dall’Ema giovedì. Ma ormai è passato il messaggio che il siero non è sicuro, che fa male, che addirittura può portare alla morte. Sebbene – sia chiaro – non esista ancora alcuna evidenza scientifica di una correlazione. Tuttavia è inevitabile che fioccheranno le disdette e che si alimenti la psicosi almeno fino a quando l’Ema non dirà che è sicuro.

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Pfizer e Moderna sono riservati a medici e over 80

Altro problema è che chi era in lista di attesa per ricevere il siero ora sospeso non può essere dirottato su Pfizer o Moderna, perché sono riservati alle categorie più esposte e più fragili, come i medici e gli over 80. Il governo sta tentando di incrementare gli ordinativi degli altri vaccini. A partire da Janssen, il preparato della Johnson & Johnson che ha il grande vantaggio di prevedere una sola somministrazione. Con una sola dose dunque si ottiene la piena immunizzazione. Dal canto suo, Janssen ha confermato che consegnerà alla Commissione Ue i 200 milioni di dosi previsti nel 2021, ma le prime forniture arriveranno dalla terza settimana di aprile in poi. Resta dunque un “buco” di un mese. Come se non bastasse, poi, anche gli altri Paesi Ue che hanno sospeso AstraZeneca si stanno affrettando a compensare con nuovi ordinativi.

Occhi puntati su Sputnik V, che potrebbe essere l’alternativa giusta

In tale quadro tornano a salire le quotazioni del vaccino russo Sputnik V, inizialmente accolto con diffidenza e che ora potrebbe essere l’alternativa allo stop di AstraZeneca. Proprio ieri il Fondo russo per gli investimenti, che produce il siero, ha fatto sapere che sono stati raggiunti accordi per avviare la produzione “in Italia, Spagna, Francia e Germania”. E che sono in corso i negoziati con diverse aziende per aumentare la produzione nella Ue. Il problema è che sebbene la domanda di autorizzazione all’Ema sia stata presentata, la richiesta in emergenza, che può essere presentata agli enti regolatori nazionali, non è mai stata depositata presso la nostra Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Questo dilata i tempi di autorizzazione e il problema del “buco” di AstraZeneca nel piano vaccini resta.

Un altro fallimento della Ue nella gestione dei vaccini

Il dato politico di tutta la vicenda è che ancora una volta la Ue ha fallito nel coordinare gli accordi e la distribuzione dei vaccini. E il nostro governo, che ha deciso di muoversi di concerto con Bruxelles, “importa” ritardi e caos che si aggiungono ai danni già causati dalla passata gestione del piano vaccini, quella di Arcuri, per intenderci. “Dare fuoco a tutte le polveri e chiudere la partita” in pochi mesi, aveva detto ieri il nuovo commissario per l’emergenza, generale Figliuolo. Ma il piano di arrivare a 500mila vaccinazioni al giorno ora è compromesso.

Adolfo Spezzaferro

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