Milano, 10 dic — Nella Milano del multiculturalismo e dell’accoglienza a ogni costo, i due spacciatori marocchini arrestati ieri hanno innalzato l’asticella del livello della violenza: questa volta scagliandosi contro le forze dell’ordine brandendo un pugnale e un machete, innescando una sequenza di violenza urbana degna di un film sui cartelli di narcotraffico.

Pusher marocchini armati di machete si scagliano contro la polizia

Il tutto avviene al limitare della zona boschiva di via Fratelli Rosselli a Settala, notissima zona dello spaccio della periferia milanese: qui gli agenti del commissariato di Lambrate sono intervenuti per interrompere le attività criminali in corso e sono stati letteralmente assaltati da un ventiduenne armato di machete e da un «collega» diciannovenne munito di un grosso pugnale, entrambi marocchini. Gli agenti hanno intimato loro di gettare le armi, cosa che poi i malviventi hanno fatto tentando contestualmente una fuga rocambolesca durata assai poco e durante la quale hanno tentato di disfarsi delle dosi di droga che avevano con loro.

Una volta fermati dagli agenti di polizia, i giovani sono stati trovati in possesso di 1.125 euro in contanti e in totale le forze dell’ordine hanno recuperato ben trentasei dosi di cocaina per un peso complessivo di ventitrè grammi e mezzo, oltre a venticinque grammi di hashish e venti di eroina.

Una sfilza di precedenti

Il diciannovenne era già gravato da precedenti per droga e arrestato di recente, l’undici novembre, per attività di spaccio a Novara. Il ventiduenne è risultato all’esito dei controlli pregiudicato per reati contro il patrimonio e per maltrattamenti in famiglia. Entrambi sono quindi stati arrestati e denunciati per detenzione di droga a fini di spaccio nonché per detenzione abusiva di armi. Un momento decisamente caldo per la comunità marocchina a Milano, dove dopo i disordini e gli atti di vandalismo di pochi giorni fa in piazza Gae Aulenti dopo la vittoria della nazionale di calcio marocchina contro la Spagna ai Mondiali si temono nuovi episodi di violenza e ulteriori disordini.

Cristina Gauri

 

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