Roma, 1° lug – Chi di liste di proscrizione ferisce, di liste di proscrizione perisce. Già: dopo aver sparato ad alzo zero contro chiunque non osannasse il vangelo politicamente corretto, ora il Pd si vede sbattere in faccia un rapporto di putiniani e filorussi in cui figurano anche suoi numerosi giannizzeri. Il bubbone è scoppiato martedì, quando in Parlamento è andata in scena una conferenza stampa in cui è stato presentato il rapporto Disinformazione sul conflitto russo-ucraino, curato dalle Ong Federazione italiana diritti umani e Open Dialogue.

Putiniani di sinistra?

Qualcosa, però, è andato storto. Alla conferenza stampa dovevano essere presenti due deputati del Pd, Andrea Romano (patrocinatore dell’evento) e Lia Quartapelle, nonché Riccardo Magi di +Europa. All’ultimo momento, tuttavia, Magi e la Quartapelle hanno dato buca. Il motivo? Nell’opera di dossieraggio sui presunti putiniani d’Italia c’erano appunto diversi giornalisti e intellettuali di area dem. E non stiamo parlando di perfetti sconosciuti: oltre ai soliti Orsini, Fusaro e Capuozzo, tra loro figurano anche Corrado Augias, Alessandro Barbero, Donatella Di Cesare, Barbara Spinelli ed Eva Giovannini (giornalista Rai della scuderia Annunziata). Senza contare un nome a sorpresa: il celeberrimo regista americano Oliver Stone, colpevole di aver intervistato Sua Putinità in persona.

Lacrime di coccodrillo

Apriti cielo. Non solo Magi e la Quartapelle hanno disertato l’evento, ma è arrivata pure la dura reprimenda di Repubblica: «Se tutto è disinformazione, nulla è disinformazione», hanno tuonato dalla redazione che, ben prima del Corriere, aveva lanciato la grande moda delle liste di proscrizione, con Gianni Riotta grande inquisitore dei putiniani d’Italia. Il dossier incriminato, spiega Repubblica, «annunciato come lavoro di tracciamento di casi di chiara disinformazione pro Cremlino, è invece un pentolone dove tutto si mischia – opinioni, fatti, versioni, interviste – e dove tutto, quindi, si perde». Esatto, proprio l’operazione truffaldina che avevano realizzato sia Repubblica che il Corriere imbeccato da un corvo dei servizi segreti. Aveva ragione Pietro Nenni: «A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura».

Valerio Benedetti

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