Roma, 19 ott – Con l’introduzione del green pass obbligatorio sui posti di lavoro, il governo ha messo mano alla statistica applicata al tasso di vaccinazioni. Banale relazione di causa-effetto: così facendo il numero di vaccinati sarebbe aumentato. Quello che invece non ha messo in conto – o quantomeno non ha ben ponderato – è il caos che si sarebbe generato in determinati settori cruciali per la vita quotidiana dei cittadini. E’ il caso – e qua non serviva consultare l’oracolo di Delfi per dedurlo – del trasporto pubblico. Dallo scorso 15 ottobre, in molte città italiane, la mancanza di autisti si è fatta sentire.



Autisti senza green pass, centinaia di corse cancellate 

Per comprendere la portata di questo vulnus basterebbe scorrere i titoli della stampa locale. “Autisti senza green pass, salta il 13% delle corse degli autobus”, titolava ieri Ravenna Today. “Autisti senza green pass, a Genova e a Savona tagliate le corse dei bus”, scriveva quattro giorni fa Repubblica. E ancora: “Mantova, autisti senza green pass: saltano otto corse Atv”, riportava ieri La Gazzetta di Mantova. “CasaPound: ‘Caos trasporti, linee saltate, passeggeri lasciati per strada. Silenzio assordante di Tiemme’”, denunciava ieri Cpi, in una nota ripresa da ArezzoNotizie. “Tpl e autisti senza Green Pass: Arriva cancella 170 corse”, titolava – sempre ieri – Il Giornale di Brescia, riportando il lungo elenco dei “bus cancellati” nella giornata di oggi.

A suon di errori e paradossi

Sono questi soltanto alcuni esempi emblematici di quanto sta accadendo senza che il caso delle corse soppresse faccia troppo rumore, al momento, a livello nazionale. Al contrario ne fa molto in ambito cittadino, perché gli amministratori locali sono subissati da lamentele. A titolo esemplificativo: a Rimini, il caso dei 100 autisti senza certificato verde, ha mandato su tutte le furie il sindaco per il disservizio palesatosi d’un tratto. D’altronde se saltano le linee del trasporto urbano significa che a restare a piedi sono studenti, lavoratori, anziani che quotidianamente salgono sui bus. Possibile che il governo non lo avesse calcolato? Possibile, considerato che questo esecutivo predilige il Monopoli, pescando male tra carte di imprevisti e probabilità.

Ma altrettanto verosimilmente non ha pensato di rivedere il certificato verde, valutando magari di non estenderlo ai conducenti dei mezzi pubblici. Un’esenzione che non sarebbe stata affatto peregrina, neppure per i sostenitori più cocciuti del lasciapassare, perché si interseca con un paradosso grottesco. I cittadini che salgono su bus, metro e tram, non devono mostrare il green pass, mentre l’autista è costretto a munirsene. Ultimo capolavoro di assurdità.

Eugenio Palazzini

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