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Roma, 7 ott – Avevano auto di lusso, avevano intascato vincite milionarie ma percepivano il reddito di cittadinanza: 116 denunce a Treviso (tra cui molti cittadini stranieri). Continuano a far danni gli scarsi controlli nell’assegnazione del Rdc, tanto voluto dal M5S. Un continuo spreco di soldi pubblici per chi di certo non ne ha bisogno. E’ il caso dell’ultima scoperta della Guardia di finanza a Treviso, dove scroccavano illegalmente il sussidio per un valore di 700mila euro.



Reddito di cittadinanza, auto di lusso e vincite milionarie per 116 furbetti scoperti a Treviso

Come riporta il Gazzettino, per 45 persone, in gran parte cittadini stranieri, la causa dell’illegittima fruizione del Rdc è dovuta alla mancanza del requisito della residenza. Infatti la legge prevede che il richiedente il sussidio debba essere residente in Italia da almeno 10 anni. E che lo sia stato continuativamente negli ultimi due anni. Altri denunciati hanno invece acquistato un Suv Maserati o vinto oltre un milione di euro al gioco. E ciononostante continuavano a percepire il sussidio.

Disoccupati con il Rdc che giocavano online intascando fino a 1,6 milioni di euro

Nel dettaglio, tra i richiedenti pizzicati anche tre italiani iscritti all’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’estero. I tre hanno falsamente attestato di essere residenti in Italia, solo per percepire il Rdc. In 25 casi invece si è rilevato che i beneficiari hanno nascosto di aver avuto vincite al gioco online. Ma non sono state comunicate all’Inps, perché questo avrebbe fatto ovviamente perdere il diritto al sussidio. Su tali conti di gioco online sono state accreditate, in vari casi, somme di denaro per centinaia di migliaia di euro. Incompatibili con uno stato di indigenza economica. Come il caso di due disoccupati: un 54enne di Treviso, che ha vinto 1,6 milioni di euro, e un 48enne di Conegliano che ha incassato 500 mila euro.

Tra le altre irregolarità scoperte, chi aveva cominciato a lavorare ma non l’aveva comunicato, chi aveva patrimoni e beni immobili non denunciati e chi aveva nel nucleo familiare persone in prigione.

Ludovica Colli



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