Roma, 18 ago – Qualcuno avverta Roberto Speranza, ancora (purtroppo) ministro della Salute, che tra una sparata sui virus e un’amenità da campagna elettorale, potrebbe accorgersi che c’è una regione italiana senza medici. E le altre non sono messe molto meglio. Sta di fatto che intanto la Regione Calabria ha deciso di ricorrere a 500 specialisti provenienti da Cuba, per far fronte alla carenza di medici negli ospedali.

Calabria senza medici, ne arrivano 500 da Cuba

“E’ l’unica soluzione per non chiudere gli ospedali nella Regione, dove i concorsi per assumere camici bianchi sono andati deserti. Non ne vedo altre”, dice all’Adnkronos Roberto Occhiuto, presidente della Regione che ha deciso di siglare uno specifico accordo con il governo cubano. L’intesa prevede l’assunzione, a tempo determinato, di 497 medici dall’isola caraibica. Inizieranno tutti a lavorare in Calabria a partire da settembre. Prima che qualche acuto commentatore tiri fuori il possibile “spionaggio”, sarebbe d’uopo iniziare a riflettere – e di conseguenza ad agire al più presto – sulla devastazione del sistema sanitario italiano. Da eccellenza, fino a qualche decennio fa, a colabrodo attuale il passo è stato sin troppo breve. “Abbiamo problemi giganteschi per mancanza di medici – dice Occhiuto – nei pronto soccorso dove ci sono turni con un solo dottore. All’ospedale di Polistena, per esempio, si rischia di chiudere un reparto ogni settimana per l’impossibilità di fare i turni. E così altri ospedali: Rossano, Corigliano. E’ stata una scelta inevitabile”.

Carenza di medici in tutta Italia, i motivi

Ma sempre come fatto notare dal presidente della Region Calabria, la carenza di camici bianchi è una drammatica realtà in “tutte le regioni d’Italia”, perché “non ci sono medici specializzati a sufficienza”. Quindi “tutte le regioni hanno difficoltà e ancor più la Calabria perché si tratta di un sistema sanitario che, purtroppo, non è attraente. I nostri concorsi per assunzioni a tempo indeterminato – spiega Occhiuto – sono andati deserti; abbiamo assunto tutti gli specializzandi fino al terzo anno che si potevano assumere, ricorrendo alle opportunità offerte dal decreto Calabria. E comunque non è stato sufficiente. Con l’opportunità di ricorrere ai medici cubani abbiamo scelto, per primi, una strada alternativa”.

Come se non bastasse “la Calabria è in condizioni di strutturale emergenza dovuta a 12 anni di commissariamento. In pratica abbiamo fatto la stesa cosa che le Regioni del Nord hanno fatto in un’altra emergenza. E utilizzeremo questo sistema fino a quando non si riusciranno a coprire, a tempo indeterminato, i posti vacanti negli ospedali. Mi sembra una cosa semplicissima”.

Leggi anche: Sanità senza Speranza: entro il 2024 in Italia 40mila medici specialisti in meno. Ed è allarme carenza posti letto

Quanto ci costeranno i medici cubani

Ma quanto ci costerà assumere e ospitare questi medici cubani? Più o meno “4.700 euro al mese per ogni camice bianco, dice Occhiuto. “Si consideri che la spesa aziendale per ciascun medico italiano è di 6.700 euro. Ci faremo inoltre carico delle spese di alloggio. L’accordo di cooperazione è triennale, rinnovabile e i contratti a tempo determinato, saranno stipulati fino a quando ne avremo bisogno. Intanto faremo i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato per medici italiani, spero calabresi. Stiamo studiando anche modalità per offrire incentivi a chi sceglierà di lavorare per la sanità calabrese”.

Eugenio Palazzini

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. come al solito…
    NON VEDETE IL VERO PROBLEMA.
    vietate l’intramoenia e tre quarti dei medici lavoreranno MOLTO di più nel pubblico,
    anzichè spendersi poche ore al giorno nel pubblico….. e contemporaneamente sfruttarne le risorse per farsi gli affari propri da privato.

    e sopratutto,ISTITUITE il vincolo di zona sui corsi universitari italiani:
    NON ESISTE,che spendiamo una mezza milionata di euro di denaro pubblico per formare gratis un professionista o un medico… e poi
    quel professionista o quel medico prende su e se ne va a farsi gli affari propri all’estero,
    lasciando dei buchi nella nostra sanità o nella nostra ricerca e industria.

    se qualcuno usufruisce dei nostri studi superiori,delle due una:
    O se li paga di tasca sua e poi può farne quel che gli pare,
    OPPPURE sottostà al vincolo di zona,e quegli studi li impiega nel nostro paese:
    differentemente,quando va all’estero DEVE OBBLIGATORIAMENTE risarcire lo stato italiano dei costi da esso sostenuti
    inutilmente per i suoi studi.
    ….
    scommettiamo che se questa riforma fosse stata implementata una ventina di anni fa,
    oggi NON avremmo il problema della mancanza di medici?

  2. Non sono medici, sono pratici di medicina istruiti alla guerriglia, vari erano in Brasile “contrattati” (10% al “medico” e 90% a Fidel) da Dilma Rousseff e appena Bolsonaro ha chiesto prove del percorso universitario si sono dileguati quasi tutti, tranne alcuni che hanno chiesto asilo politico!

  3. Il ministro Speranza dovrebbe essere contento, arrivano i suoi vecchi amici dai quali però ha imparato molto poco.
    I ministri, tanti, della Istruzione piuttosto dovrebbero spiegarci meglio il disastro che hanno lasciato passare senza colpo ferire. Lascerei la parola comunque ai medici ed ai pazienti di una regione gestita da tutto lo Stato con i piedi (eufemismo), che ora avranno bisogno pure di traduttori… speriamo in cambio degli attuali amministratori sanitari che farebbero bene ad andare a Cuba come elementare turismo scolastico!

Commenta