Roma, 20 gen – Basta giudici politicizzati. Stavolta non lo dice Berlusconi, ma un ente europeo. Precisamente il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (Greco). Secondo l’organo anti corruzione del Consiglio d’Europa (il quale, precisiamo, è estraneo all’Unione europea e non va confuso con organi di quest’ultima, quali il Consiglio dell’Unione europea o il Consiglio europeo) l’Italia deve introdurre leggi che pongano limiti più stringenti per la partecipazione dei magistrati alla politica, e mettere fine alla possibilità per i giudici di mantenere il loro incarico se vengono eletti o nominati per posizioni negli enti locali. Pur riconoscendo “l’indiscussa reputazione, la professionalità e l’impegno dei singoli giudici e pubblici ministeri” italiani, il Greco ha lanciato “un monito sugli effetti dannosi che ogni presunta politicizzazione della professione potrebbe avere sull’indipendenza percepita del sistema giudiziario nel suo complesso”.
Ad esempio, “si dovrebbe porre fine alla possibilità di assumere simultaneamente la carica di magistrato e di membro di un’amministrazione locale, e, più generalmente, la questione delle attività politiche dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo”, si precisa nel rapporto. Il Greco esorta inoltre il Paese a “gestire meglio la spinosa questione dei conflitti d’interesse” e “sollecita una profonda revisione del sistema attuale, compreso il consolidamento delle norme frammentarie che disciplinano la questione”, chiedendo anche “meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità”.
Giuliano Lebelli
1 commento
Ha ragione, sembra che l’intelligenza sia diventata merce rara in Italia!