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Roma, 24 lug – L’Arma dei carabinieri sta vivendo uno dei momenti più bui della sua storia. Dopo la vergognosa vicenda di Piacenza, oggi in provincia di Bari è stato arrestato un maresciallo. Si tratta del maresciallo Cosimo Magliarizzi, 56 anni, comandante della stazione dei carabinieri di Cassano delle Murge. Le accuse nei suoi confronti sono gravissime: peculato, omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e depistaggio. La magistratura ha disposto gli arresti domiciliari per Magliarizzi. I reati sarebbero stati commessi negli anni 2018-2019.

La cisterna rubata consegnata al conoscente

Stando a quanto emerso dalle indagini, nel giugno 2018 durante operazioni di ritrovamento di otto mezzi provento di furto nelle province di Bari e Taranto, e con la conseguente riconsegna dei mezzi ai proprietari, il maresciallo dei carabinieri si sarebbe impossessato di una cisterna che era parte della refurtiva. Per poi consegnarla a un suo conoscente, gestore di un agriturismo della zona. Lo stesso maresciallo, venuto a sapere delle indagini avviate sulla vicenda, nel 2019 avrebbe poi spostato la cisterna in un deposito per farla così ritrovare. Un tentativo di far sembrare quindi la mancata riconsegna al proprietario come una semplice svista.

Le intercettazioni telefoniche tra il proprietario dell’agriturismo e i suoi familiari, hanno permesso però ai carabinieri del Comando provinciale di Bari di ricostruire l’accaduto. Intercettazioni che poi sono state utilizzate dal pm Chiara Giordano per ottenere dal gip Paola Angela De Santis gli arresti domiciliari nei confronti del maresciallo. Mentre sulla vicenda di Piacenza emergono ulteriori dettagli, decisamente inquietanti, un’altra inchiesta sta insomma scuotendo l’Arma dei carabinieri.

E dire che nel 2009 la stazione dei carabinieri di Cassano delle Murge, comandata dal maresciallo Cosimo Maldarizzi, fu insignita di ”encomio semplice collettivo”.

Alessandro Della Guglia

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