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Genova, 27 ago – “Il fatto che ci siano tanti positivi è un buon segno”. Matteo Bassetti va ancora una volta contro la narrazione mainstream sull’emergenza Covid-19. Il direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in un post su Facebook spiega ancora una volta qual è secondo lui la corretta interpretazione dei dati dell’epidemia: “Vorremmo tutti avere numeri più piccoli sulla circolazione del virus ma dobbiamo guardare alla percentuale di tamponi positivi sul numero dei tamponi fatti. E questa oggi ci offre un buon segnale: siamo sempre intorno all’1,5- 2%. La percentuale dei positivi sul numero dei tamponi di oggi non è tanto diversa da quella di ieri. Ieri, infatti, erano stati fatti circa 70mila tamponi ed erano circa 900 positivi. Oggi di positivi ce ne sono 1300 su oltre 95 mila tamponi. Dobbiamo sempre guardare questa percentuale”.

Tanti positivi perché si fanno tanti tamponi

Bassetti ribadisce dunque ancora una volta che il dato dei nuovi positivi slegato dalla percentuale dei tamponi e dal numero di ricoveri in terapia intensiva non ha alcun senso. Anzi, il fatto che ci siano tanti positivi secondo Bassetti è addirittura un “buon segno nel senso che siamo molto bravi a intercettare le persone che, in qualche modo sono venute in contatto con il virus. Oggi abbiamo una capacità di fare tamponi di circa 100mila al giorno sul territorio nazionale. Un numero davvero importante”.

Bassetti: “Il numero che conta è quello dei malati”

Bassetti sottolinea ancora una volta come il nostro sistema sanitario in questo momento non stia vivendo alcuna emergenza. “In fatto di numeri della pandemia ciò che è problematico è legato al peso sulle strutture sanitarie. E oggi non è minimamente paragonabile a quello che avevamo a marzo o aprile”, scrive Bassetti su Facebook. “Non si può negare l’esistenza del virus, che circola ormai in tutto il mondo, ma siamo più bravi a intercettarlo. E siamo anche più bravi a curarlo. I numeri che contano sono quelli della Covid, la malattia. Quando siamo andati in sofferenza non è successo per i positivi ma perché avevamo tanti malati, in buona parte gravi e in rianimazione. Applichiamo le misure che conosciamo: distanziamento, mascherine (quando indicato) e lavaggio delle mani.
Cautela, ottimismo e buon senso”.
Davide Romano

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