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Roma, 18 set – A L’aria che tira, la nota trasmissione condotta su La7 da Myrta Merlino, Matteo Bassetti è tornato ad attaccare i media filogovernativi. Il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, infatti, ha spiegato chiaro e tondo perché gli italiani hanno un’eccessiva paura del Covid-19: «Ho passato l’estate intera a spiegare che il terrorismo non portava da nessuna parte, la gente è terrorizzata dal prendere il Covid perché gli abbiamo spiegato che morivano come se prendevano l’ebola. Ma non è più così: oggi è una normale infezione trattabile e gestibile», ha detto l’infettivologo.

Il video

Bassetti contro il terrorismo mediatico

Per queste sue idee Bassetti è stato addirittura accusato di «negazionismo», ma lui non fa marcia indietro e, anzi, contrattacca: se gli italiani sono terrorizzati, è colpa della disinformazione fatta dei media, molto più impegnati a sostenere le politiche restrittive del governo che non a fornire indicazioni precise ai cittadini. Insomma, per l’infettivologo quello che serve è «un’informazione tranquilla, pacata e rassicurante» che illustri quali sono i reali effetti del coronavirus.

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Virus meno letale, ridurre la quarantena

Tra l’altro, proprio ieri Bassetti ha spiegato con dovizia di particolari quali sono questi effetti: diversamente dal periodo marzo-aprile, «la malattia oggi ha una mortalità decisamente più bassa, 0,4-0,6%, e nel 99,6% dei casi si guarisce». In altre parole, l’allarmismo diffuso dai media mainstream non ha alcun fondamento. Anche perché, ha puntualizzato l’infettivologo, «ora su 40mila contagi solo il 5% ha bisogno di cure. Nei mesi caldi dell’emergenza avevamo picchi di 25-30% dei positivi che necessitava di cure in terapia intensiva». Il virus, insomma, non solo ora è conosciuto dai medici, che hanno ben studiato le contromisure da adottare, ma è anche meno letale. Di qui la proposta di Bassetti di ridurre i giorni di quarantena: «La Francia ha approvato i 7 giorni. A questo punto anche noi dovremmo adeguarci, magari con una soluzione di compromesso: 10 giorni senza tampone oppure 7 giorni con tampone per poterla finire. Speriamo che il ministero cambi questa regola».

Vittoria Fiore

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