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Roma, 21 ago – “Stiamo esagerando con gli allarmismi, bisogna guardare i numeri con senso medico prima che critico”. Così Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, a Omnibus su La7 prova di nuovo a spegnere gli strilloni che accrescono un panico ingiustificato. Come spieghiamo oggi in un apposito articolo, è infatti fondamentale osservarli bene i numeri. Perché il dato secco sui nuovi positivi non spiega nulla e in Italia non c’è alcuna emergenza sanitaria ospedaliera.

Situazione rovesciata

“Abbiamo circa 16.000 contagiati attivi in questo momento, circa 800 persone con sintomi e 60 in terapia intensiva. Mi pare evidente – dice infatti Bassetti – che rispetto a marzo e aprile, quando i numeri erano all’opposto e la grande maggioranza dei contagiati erano sintomatici e in ospedale, la situazione si sia rovesciata. Siamo di fronte a un grandissimo numero di soggetti asintomatici che devono essere tenuti sotto osservazione e in quarantena, ma non rappresentano un’emergenza sanitaria a livello ospedaliero“. E’ fondamentale sottolineare, come fatto da Bassetti e come peraltro quotidianamente facciamo su questo giornale, che la maggioranza dei nuovi positivi sono asintomatici o al più paucisintomatici.

“Convivere col virus”

L’infettivologo precisa poi che convivere con il virus è praticamente inevitabile. D’altronde è ardua pensare che scompaia d’un tratto e di certo un nuovo lockdown sarebbe drammatico, non solo dal un punto di vista economico. “Il presidente francese Macron ha detto una cosa saggia: il rischio zero non esiste, bisogna imparare a convivere con il virus. Convivere significa tornare ad una vita normale in sicurezza. Mi piacerebbe che questi messaggi – dice ancora Bassetti – arrivassero anche dal nostro paese, sono quelli che la comunità scientifica sta cercando di condividere. Non possiamo permetterci un altro lockdown, non credo nemmeno servirebbe”.

Alessandro Della Guglia

 

5 Commenti

  1. Queste notizie vanno divulgate.
    Ditele in famiglia, tra gli amici, anche se correrete il rischio di passare per negazionisti e complottisti.

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